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    Reggio, raduno nazionale Can D

    Reggio Calabria torna ad essere protagonista del mondo dell’AIA. Una dimostrazione concreta, in questo senso, è giunta nei giorni scorsi, quando la sezione reggina dell’Associazione Italiana Arbitri, presieduta da Gino Idone, ha organizzato il raduno nazionale della Can D.

    Oltre cento persone, tra direttori di gara, assistenti ed osservatori, si sono ritrovati nella città dello Stretto per l’incontro di metà stagione. La scelta di far svolgere questo appuntamento a Reggio non è stata casuale, ma trova fondamento nella grande fiducia che gli organismi nazionali nutrono nei confronti dei nuovi vertici della sezione.

    Il raduno ha rappresentato un momento di riflessione, che ha consentito di tracciare un primo bilancio di questa stagione calcistica. L’organo tecnico della Can D, Matteo Apricena, ed i suoi più stretti collaboratori hanno espresso grande apprezzamento per l’impeccabile macchina organizzativa attivata dalla sezione reggina. I lavori si sono articolati in due fasi: la prima è stata rappresentata dai test atletici, che arbitri ed assistenti hanno sostenuto al campo scuola Coni del rione Modena; la seconda, di carattere strettamente tecnico, si è svolta a palazzo Tommaso Campanella, sede del Consiglio regionale della Calabria, che ancora una volta ha mostrato una grande sensibilità istituzionale e disponibilità nei confronti dell’Associazione Italiana Arbitri e dei suoi massimi responsabili reggini.

    “La nostra sezione – ha commentato al termine dei lavori il presidente Idone – ha fornito un ottimo biglietto da visita ai dirigenti nazionali dell’AIA. L’apprezzamento che i vertici della Can D hanno espresso nei nostri confronti ci incoraggia e ci rende, oggi più che mai, consapevoli delle grandi potenzialità della sezione di Reggio. Proseguiremo su questa strada e, ne sono certo, nell’arco di qualche mese riusciremo a raccogliere ottimi frutti, non soltanto in termini organizzativi e gestionali, ma anche dal punto di vista tecnico. C’è un gruppo di ragazzi – ha concluso Idone – su cui si può lavorare bene: devono crederci, perché certamente qualcuno di loro, con impegno e dedizione, riuscirà a raggiungere le vette più alte del calcio professionistico”.