
di Grazia Candido – In un periodo in cui si è perso il valore della scrittura e l’importanza di comunicare agli altri attraverso una lettera o un biglietto augurale messi da parte oggi, dalle nuove tecnologie, la giornalista e responsabile
di Comunicazione di Poste italiane in Calabria, Lucia Federico fa riflettere la comunità reggina con la sua personale “Auguri nel tempo”. La mostra, inaugurata ieri sera nel foyer del teatro “Cilea” e aperta al pubblico sino al 6 di Gennaio, è stata sposata in pieno dall’assessore comunale ai Grandi Eventi, Antonella Freno perché “questa raccolta di bigliettini augurali dal valore inestimabile, ripropone il valore, la bellezza e il calore delle antiche famiglie che racchiudevano in queste cartoline quei sani principi e la purezza della comunicazione scritta persa oggi, dai nostri giovani”.
Ed effettivamente, l’artista Federico è riuscita a creare un viaggio riflessivo nel tempo caratterizzato da più di 1500 cartoline di auguri, raccolte negli ultimi 20 anni e divise in sezioni e argomento dove racconta la storia della nascita dei bigliettini augurali a partire dal 1843, anno in cui fu creato il primo cartoncino augurale dall’artista inglese Henry Cole che, insieme al famoso illustratore John Calcott, raffigurò sulla carta un trittico con al centro la famiglia davanti ad una tavola imbandita e sui lati, le opere di carità. Ma a causa dei prezzi troppo elevati, la vera diffusione dei bigliettini augurali avviene nel 1880 quando il litografo Luis Prang realizza una competizione a premi dove partecipano molti giovani talenti, creatori di biglietti augurali. Da lì in poi, la moda di comunicare attraverso i bigliettini prende piede in Inghilterra grazie anche alla regina Vittoria.
Tutto questo percorso si snoda a partire dalle testimonianze autografe dell’ottocento con sacchetti profumati del 1860-1870, passando per il periodo edoardiano, quello vittoriano e il ’900 caratterizzato dal terremoto e dalla I e II Guerra mondiale. Accanto ai bigliettini per bambini, per San Valentino e a quelli intrisi d’essenze odorose, spiccano insieme ai calendari, alle copertine di giornali e alle cartoline in cui primeggia l’augurio di pace, coesione e serenità dopo gli eventi bellici, quelli istituzionali della famiglia Kennedy sino ad arrivare al nuovo governatore degli Stati Uniti, Obama. Cultura, storia, costume e politica sono quindi, le trame su cui si sciorina una mostra minuziosa in cui si “realizza un sogno, una scommessa vinta – afferma l’artista Federico – e dove primeggia il fascino di un periodo in cui si amava scrivere e mettere nero su bianco i propri sentimenti, le proprie paure, l’angoscia di non vedere più i propri cari”.
“In un’epoca, in cui vige sovrano internet e l’alta tecnologia, la parola è stata messa da parte – ha concluso la giornalista Federico – ma, sono certa che questa mostra indurrà alla riflessione giovani e adulti perché non si può perdere la grande ricchezza della parola scritta”.
Pienamente concorde l’assessore comunale Freno che, nel mettere in evidenza “la preziosità di un biglietto augurale che spesso, segnava momenti difficili e particolari come quelli inviati dai soldati alle loro famiglie”, sottolinea la valenza della mostra in cui “è presente uno spaccato del tempo segnato da eventi tragici ma anche da conquiste volute dalle comunità come quella statunitense che ha lottato per l’affermazione della libertà e dell’uguaglianza e che oggi, con il suo nuovo presidente continuerà il percorso democratico intrapreso dai predecessori”.
“Ricevere un bigliettino augurale – conclude Mimmo Praticò, presidente regionale del Coni – è un’attenzione pari ad un regalo materiale anche se credo, e sono convinto di ciò, che il valore di un testo scritto oggi, non è paragonabile a qualunque regalo”.




