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    Reggio: Meduri (Udeur) su finanziamenti acquisto e recupero case

    Una nuova occasione sprecata dal Comune di Reggio Calabria. Una nuova occasione nella quale si deve sottolineare come sia debole la tutela che l’amministrazione dovrebbe invece garantire ai propri cittadini nelle vicende che giornalmente si susseguono e che a causa di decisioni amministrativo-politiche prese sempre troppo lontano da questa città, gli stessi cittadini si trovano a dover subire senza poter nemmeno sollevare obiezioni, dubbi, perplessità.

    È il caso, eclatante e quanto mai scandaloso, delle concessioni di finanziamento per acquisto e ristrutturazione della casa di residenza. Tali concessioni di finanziamento, (tutte per importi da un minimo di 18.000 euro fino ad un massimo di 38.000 euro) erano state previste nella legge regionale 23/2002, finalizzata all’erogazione di somme di contribuzione per acquisto e recupero della casa di residenza. Una bella iniziativa ma organizzata male e sviluppata peggio.

    Il bando, emanato a Settembre 2003, aveva previsto un periodo di accesso per la presentazione delle domande, da ottobre 2003 ad Aprile 2004, con elaborazione delle domande di erogazione delle somme, a seconda del numero di protocollo di presentazione.

    Lo scandalo è che oggi, alle porte del Natale 2008, ancora siano in parziale lavorazione le domande relative a Novembre del 2003.

    Regione lenta, inadeguata, burocraticamente oziosa e come sempre lontana da questa nostra città.

    I cittadini, per presentare le domande di accesso al finanziamento, hanno speso tanti soldi per certificazioni, autorizzazioni, e molti hanno iniziato i lavori anticipando i soldi di tasca propria, o come testimonianze dirette consentono di affermare, anticipando i soldi ricorrendo a prestiti di banche, finanziarie, amici e parenti. Danno e beffa.

    La Regione Calabria, per liberarsi del peso opprimente di una inadeguatezza di fornitura di servizi che le viene giustamente  rimproverata dai propri amministrati, pensa bene di deflazionare i propri compiti, delegando le funzioni di determina del credito da concedere ai richiedenti il finanziamento, quindi passando al Comune di Reggio Calabria (cosi come a tutti gli altri Comuni della Calabria) la patata bollente della risposta ai cittadini. Non possiamo non sottolineare anche in questo caso quanto mai sia stata inoperosa e lenta l’attività  dell’amministrazione comunale, che dopo aver ricevuto in Marzo 2008 ben 150 pratiche relative al mese di Ottobre 2003, ancora oggi non ha provveduto a deliberare alcuna decisione a titolo di determina, da far liquidare ai richiedenti.

    Il Comune di Cosenza, dal giorno in cui ha ricevuto le pratiche (stesso periodo febbraio 2008 poiché la Legge Regionale che prevede il trasferimento ai Comuni è contenuta nel BUR Calabria 15.12.2007 ed è il DGR 722/07) ha già liquidato Ottobre e Novembre 2003. (cioè quasi il 80% delle pratiche.

    Ai Comuni della Provincia di Reggio Calabria, la Regione ha demandato la determina di circa 750 pratiche, di cui 150 al solo Comune di Reggio Calabria, il quale, ancora non ha provveduto ad una sola determinazione. Una vergogna, degna delle ire da fannulloni da parte del Ministro Brunetta.

    E non basta questo. Si vuole ancora sottolineare un punto di particolare importanza, che fa capire come la nostra città, sia invisa e condannata se messa a confronto con le altre realtà Calabresi, ovvero Cosenza e Catanzaro. E ci fa capire come a volte, le battaglie di campanile andrebbero fatte senza dubbio alcuno, se questo significa riportare condizioni di pari dignità tra le città di una Regione nella quale, a livello politico si è deciso che Reggio Calabria non debba contare più nulla.

    L’esempio calzante a pieno titolo in questa vicenda è quello dell’Ufficio del Genio Civile di Reggio Calabria, l’Ufficio che si occupa della lavorazione delle domande relative alla concessione di finanziamenti per l’acquisto e la ristrutturazione delle case di residenza.

    Le unità reggine sono state spostate tra gli uffici di Catanzaro e Cosenza, spesso senza un ufficio, senza scrivania, a puro titolo dimostrativo, è ovvio (direbbe Catalano, di “quelli della notte” di arboresca memoria), fino a tre volte la settimana, senza nemmeno avere diritto al rimborso per le spese di trasferta effettuate ogni settimana. A far che stiano in quelle sedi non è dato capirsi, poiché, dati alla mano, chi riesce a rientrare definitivamente a Reggio Calabria, viene clamorosamente assegnato ad altre unità operative, non legate alla Residenzialità Pubblica.

    In forza a codesto ufficio, e per soli tre giorni la settimana, vi è una sola unità, che ha la fila dei disperati e dei pronti a tutto dietro la porta, il pullman per Catanzaro al mattino, gli archivi con le domandine di finanziamento presso l’Ufficio di Reggio, e le pratiche da liquidare al Comune di Reggio Calabria.

    L’Ufficio della Residenza Pubblica è in procinto di chiusura, per trasferire la competenza unica a Catanzaro; Da un numero di sei dipendenti destinati a Reggio, oggi una sola unità vi lavora, e solo tre volte la settimana.

    Se veramente il sig. Sindaco ha intenzione di tutelare i suoi cittadini che stanno cadendo preda degli usurai a causa di mancanze di chi aveva il compito di lavorare e non lo ha fatto e se vuole anche tutelare la sua città da un ulteriore sacco, uno scippo organizzato e posto in essere sotto in nostri occhi con la prepotenza ed il menefreghismo proprio di chi pensa che la politica sia una cosa con la quale creare e distruggere a proprio piacere;

    Se davvero la nostra aula consiliare vuole fregiarsi del titolo di consesso civico, allora dobbiamo oggi prendere un impegno d’onore con chi fuori sta attendendo con impazienza mista a rassegnazione, un nostro segnale.

    C’è da cambiare in fretta il registro e di mettersi velocemente al lavoro, per mandare in determina e liquidazione al più presto le pratiche di accesso al finanziamento che giacciono su qualche scrivania, senza alcuna esitazione e senza ulteriori dilazioni temporali. Toccherà a noi rispondere ai cittadini vessati dalle banche, dalle finanziarie e a coloro che, loro malgrado, sono stati costretti a rivolgersi a prestiti ad usura, e se non facciamo in fretta, se non lavoriamo con coerenza e velocemente, rischiamo di passare per conniventi e detrattori.

    È oltretutto imminente la pubblicazione del nuovo bando di fondi regionali destinati all’acquisto ed al recupero degli immobili di residenza, e che rischia di annullare il bando in corso, facendo perdere soldi, e speranze a tutti i cittadini che stanno ancora aspettando una qualche buona notizia.

    Unitamente si chiede che venga tutelato una volta per tutte,  il buon diritto dei dipendenti regionali originari del nostro Comune a lavorare in questa città, senza essere spostati senza spiegazioni, senza mansioni e strumenti, senza alcun titolo di viaggio, nelle sedi di CZ per improvvise chiusure e accorpamenti che coinvolgono solamente strutture reggine ed operatori che hanno sempre lavorato onestamente, bene ed alacremente, ma che per la pura speculazione politica e per interessi sempre troppo elevati rispetto a quelli dei lavoratori, rischiano sempre di vedere calpestati i propri diritti senza poter alzare la voce.

    Oggi noi abbiamo la possibilità di difendere queste categorie di persone. Facciamolo con la urgenza che il caso richiede.

     

     

     

     

    Consigliere Domenico MEDURI

    Capogruppo e Commissario UDEUR

    per la Provincia di Reggio Calabria