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    Reggio: la galleria Technè ospita “Estrusioni”

    La Galleria TECHNE’ Contemporary Art ospiterà ESTRUSIONI, sculture in ceramica marmo e alluminio, personale di Maria Teresa OLIVA dal 10 al 30 dicembre 2008. L’inaugurazione avrà luogo a Reggio Calabria il 10 dicembre alle ore 18,00 in via dei Correttori, 6
    L’artista, calabrese di nascita vanta una specifica formazione acquisita a Roma, al Liceo Artistico di Via Ripetta e poi alla Facoltà di Scultura presso l’Accademia di Belle Arti.
    Ha lavorato nel 1974 nella Stamperia d’Arte “Il Cigno” in occasione delle Edizioni relative alle Incisioni di Gentilini, Mastroianni e Marini. Negli anni ottanta partecipa al Premio Boccioni (2° premio). Sospende deliberatamente l’attività espositiva dal 1985, per impegnarsi nella ricerca di un mezzo, di un linguaggio esclusivamente legati alla sua personalità. La ricerca, nei primi anni novanta, si concentra prevalentemente sulla scultura, utilizzando una tecnica ceramica d’ispirazione Raku; nasce una produzione in cui l’artista assume un linguaggio più personale e maturo, ispirato agli studi sulla filosofia Zen.
    Partecipa e si aggiudica un Concorso nazionale per Opere Pubbliche, con due grandi bassorilievi in ceramica Raku; le due opere sono collocate presso la Casa Circondariale di Lecce. Si aggiudica un bassorilievo in ceramica Raku; l’opera è collocata presso la Caserma dei Carabinieri di Campo di Giove, presso L’Aquila. È stata premiata con il “ Premio Arte 2000”, alla Biennale d’Arte dello Stretto, presso l’Accademia di Belle Arti di R.C. L’Associazione Culturale Anassilaos le assegna il premio “ Anassilaos Reggio Arte 2002”. A seguito della personale presentata alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Tor Vergata di Roma, il Consiglio di facoltà richiede all’artista una scultura da collocare presso l’Auditorium .
    Si reca spesso a PIETRASANTA (Lucca) per lavorare il marmo, e creare nuove opere con questo mezzo più adatto alla realizzazione di grandi sculture da posizionare all’esterno. E’ Ordinaria di Discipline Plastiche presso il Liceo Artistico di Siderno ( Reggio Calabria).
    Hanno scritto: M.Festa, P. Porchi, M.A.Mamone, A.Pani, V. Cracas, L. Scacco, R. Gramiccia, S. Gallo, F.Negri Arnoldi. Le sue mostre hanno davvero toccato varie parti dello stivale: Reggio Calabria, Roma, Messina, Catania, Scilla, Pentedattilo, Pietrasanta, Bova, Caulonia.

    Dicono di lei:

    “La storia personale di ognuno di noi, porta alla codificazione di nuovi obiettivi.
    Ciò che ci riconduce alle origini delle cose, rende inscindibile il particolare dalla memoria di insiemi. Le stesse immagini che un artista produce, sono la memoria prima della nostra collettività. Quel fare condivisibile che è la creazione di un’opera, dove ineludibilmente emerge l’emozione e il ricordo ancestrale.
    Maria Teresa Oliva offre una serie di variabili metaforiche in quelle strutture concettuali che definisce “estrusive”. Portare alla luce dal ventre della terra sotto un nuovo cielo la materia plasmata obbedendo a una legge fisica e poetica insieme. Ricostruire le dimensioni dell’ombra dando ai suoi modelli organici intensità e delicatezza. Il significante sta in quella produzione estetica che oggi in questo luogo, nel loro orientamento verso l’alto, è sotto gli occhi di tutti in una dialettica che tematizza la realtà e la sua produzione, ponendo in questione la doppia percezione data dall’opera e dal luogo “ subterrae”.”

                                                                                             Angela Pellicanò
                                                                      direttrice artistica “BOVARCHÉ e galleria Technè

    “….materia che sprigiona energia e libera la forma. È l’antico discorso delle immanenze figurative nell’informe, così caro alla nostra tradizione plastica. L’energia vitale si manifesta nelle opere di Maria Teresa Oliva non come fatto dirompente di effetto drammatico. Essa ha anzi sempre valenza positiva e sviluppo – si direbbe – lirico. Energia che si espande e dilaga, energia che si incanala modellando la forma, o energia che sgorga…Una naturalezza concettualmente elaborata, ben riflessa anche nel sapiente lavoro di qualificazione delle superfici, sembra la formula alchemica di questi prodotti d’arte e di poesia.”

                                                                                      Francesco Negri Arnoldi
                                                    Docente di Storia dell’Arte Moderna, Università Tor Vergata, Roma

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