di Grazia Candido – La maestria, il virtuosismo e la simpatia del direttore d’orchestra Carlo Montanaro coinvolge musicisti e spettatori. La melodia del concerto lirico di Natale in programma al teatro “Cilea” ieri sera
e in replica oggi alle ore 21, anche quest’anno regala ai reggini e non solo, molti spettatori infatti, sono giunti a Reggio dall’isola siciliana, la magia della santa festa e la positività per un anno nuovo ricco di pace e serenità. Un excursus fatto di due intense parti musicali caratterizzate da una perfetta esecuzione concertistica dell’orchestra “Francesco Cilea” e dell’omonimo coro lirico che, insieme ai solisti Daniela Pini (mezzosoprano), Paola Cigna (soprano) e Blagoj Nacoski (tenore), hanno interpretato brani impegnati come “Ouverture” del Don Pasquale, Aria di Rosina dal “Barbiere di Siviglia”, Kaiser Walzer opera 437 e Walzer “Fruhlingsstimmen” opera 410 di Johann Strauss. La voce dei tre solisti ha impreziosito ancor di più, un concerto ricco di eccellenti musicisti che hanno fatto “parlare” i loro strumenti a corde e fiati facendo trasparire un minuzioso impegno e il proprio amore per la musica.
Prima di iniziare lo spettacolo, il direttore d’orchestra Montanaro scambia qualche chiacchiera con il suo pubblico ironizzando su un episodio capitatogli qualche giorno fa: “Ringrazio l’Italia perché da tre giorni aspetto una valigia da Roma ma ancora non mi è arrivata. Non indosso l’abito da sera, ma, spero, che per voi vada ugualmente bene questo che ho trovato”.
Dopo aver strappato una sana risata, inizia la prima parte del concerto dedicata a famose aree di opere classiche sino ad arrivare ai brani “Il paese dei sorrisi”- Tu che m’hai preso il cor, o l’Introduzione, Tema e Variazione per clarinetto e orchestra di Gioacchino Rossini eseguita magistralmente dal maestro Giampiero Soprino.
Lo sguardo del pubblico è sempre rivolto sul palco dove vige quella superba eccellenza di musicisti e solisti che con i loro strumenti e con la forza vocale sono riusciti a toccare e a far vibrare le corde dei cuori, quei cuori forse, troppo spesso impegnati a pensare che “la musica e l’arte in generale, è la vera fonte di arricchimento di ogni singolo individuo”.
Anche la seconda parte è ricca di note esecuzioni, tra queste Ouverture da “Die Fledermaus” di Strauss: Aria di Adele secondo atto n. 8 “Mein Herr Marquis”, di Lear “La vedova allegra” – O patria quanti onor mi dai, e tratta dalla stessa operetta il duetto “Tace il labbro” e Coro n. 9 Marsch-Septett “Wie die Wieber”. Il finale è invece, caratterizzato da un pezzo tratto dalla Cenerentola “Nacqui all’affanno – Non più mesta accanto al fuoco”, “I racconti di Hoffman” di Offenbach e i canti di Natale preparati dal maestro Bruno Tirotta.
Il ritmo è sempre più incalzante, e su quel palco traspare l’anima e la nobiltà artistica di un direttore d’orchestra raffinato che guarda e segue con minuzia e attenzione tutti i musicisti e i coristi.
Ma, allo stesso tempo, con la sua musica lancia messaggi ad una platea variegata dove sarà stata forse, la bellezza e l’armonia della musica o la presenza di artisti davvero eccellenti, a trascinare a teatro molti giovani stregati da quelle spettacolari note di Natale.
E sul brano “White Christmas”, il maestro Montanaro augura al mondo un “bianco Natale caratterizzato da buoni sentimenti e sani principi ma soprattutto, lontano da quei vizi umani che intaccano la vita delle comunità”.
Sulle note della polka schnell “Unter Donner und Blitz” si chiude un’indimenticabile esibizione concertistica e sono i lunghi e calorosi applausi a siglare il successo di eccellenti artisti che, per due ore, hanno saputo ricreare la magia di Natale.




