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    Reggio: il comitato Torrente Oliveto su viabilità trattto Ss106

    OGGETTO:  Pericolo per la salute e l’incolumità pubblica.

    Comune di Motta San Giovanni (RC), frazione Lazzaro, tratto di strada statale Ss 106 che va dal km 18+00-ponte Oliveto- al km.18+V Bivio Lazzaro Centro.

     

     

     

    La situazione in questo breve tratto di strada Ss 106 che attraversa la località Oliveto di Lazzaro del Comune di Motta SG (RC) oramai è diventata insostenibile. Da oltre un decennio, durante le ordinarie piogge autunnali, le nostre abitazioni puntualmente sono inondate dalle  acque, a causa di alcune opere realizzate  vistosamente male dalla locale ANAS, nonché   dell’inerzia dell’amministrazione comunale che volutamente continua ad ignorare i provvedimenti di propria competenza da adottare a salvaguardia della collettività.

     

    Per l’ennesima volta, il tratto stradale è rimasto completamente allagato e gli edifici sono stati inondati dalle acque e dal fango durante le  recenti piogge che si sono abbattute sulla zona nel tardo pomeriggio di giovedì 11 c.m e ancor prima mercoledì 3 dicembre e lunedì  22 settembre u.s. 

     

    La grave situazione di pericolo per la circolazione stradale è stata verificata ancora una volta dal personale ANAS intervenuto al Bivio Stazione lo scorso 22 settembre, ove la situazione durante gli eventi piovosi è micidiale poiché il tratto stradale si trasforma in un fiume in piena che rovescia le acque sulle sottostanti abitazioni di via Stazione e nell’adiacente  sottopassaggio,  corre lungo la corsia lato mare invadendo le aree private fino  raggiungere la strada delimitata dallo spartitraffico ove davanti alla testata lato Nord dello stesso forma un lago, che riceve anche le irruente acque dell’adiacente SS 106, che si riversano nelle abitazioni situate a quota inferiore della strada statale.

    Le piogge di giovedì 11 dicembre hanno reso inagibile il sottopassaggio al bivio stazione che ancora oggi è interessato dalle acque. A  riguardo è bene ripetere che questo Comitato ha più volte richiamato l’attenzione sulla necessità di intervenire per scongiurare il pericolo di allagamento nel sottopassaggio, evidenziando che  le acque che scendono impetuose dalla collina, unitamente  a quelle che fuoriescono dalla cunetta che convoglia le acque piovane del paese al Torrente Oliveto, da tempo otturata, nonché l’ubicazione del viadotto in posizione ben disposta a ricevere la pioggia spinta dai venti di scirocco, creano una situazione di ulteriore pericolo per coloro che usufruiscono del sottopasso, in particolare per i bambini della adiacente scuola elementare. Anche in questo caso le nostre segnalazioni sono rimaste “una voce nel deserto”

     

    Lungi dal pensare che questo Comitato pretenderebbe che durante le piogge le strade rimanessero asciutte. Chiediamo  semplicemente  che gli Enti che manutengono il breve tratto di strada statale intervengano per ridurre, almeno, il pericolo per la circolazione stradale e per la collettività ed evitare che le acque e i veicoli continuano ad invadere i nostri edifici, creando paura e scompiglio negli inquilini.

     

    Anche l’Ufficio del Giudice per le Indagini preliminare del Tribunale di Reggio Calabria con provvedimento 4739/05 R.G.I.P. aveva disposto,tra l’altro, gli accertamenti per verificare se sotto il profilo tecnico fossero state adottate tutte le cautele necessarie onde evitare ulteriori pericoli di allagamento della zona prospiciente le abitazioni interessate. Evidentemente questo aspetto non è stato accertato.

     

    Da tempo la locale ANAS e l’Amministrazione comunale di Motta San Giovanni  hanno manifestato la volontà di non intervenire. Il Sindaco è stato molto chiaro, allorquando nel mese di settembre, u.s. ignorando che le richieste avanzate da questo Comitato rientrano tra gli interventi di competenza dell’Amministrazione comunale, ha dichiarato, sic et simpliciter,  “omissis…riteniamo irragionevole pensare che il dramma della Statale Jonica 106, non risolto da oltre mezzo secolo dai governi nazionali, così come la pulizia dei torrenti cittadini (e non solo dell’Oliveto), possa affrontarsi con le misere casse comunali ..omissis. ” Eppure dopo un arretrato economico molto oneroso lasciato dall’Amministrazione comunale uscente, in pochi mesi, miracolosamente, il Bilancio comunale è stato riequilibrato. Comunque sia, riteniamo che  i mancati interventi non siano riconducibili alle misere risorse economiche poiché la spesa per alcuni lavori è irrisoria. Cambiare  un tubo di sette metri da anni otturato al Bivio Stazione non richiede una grossa spesa.

     

    Perciò, alla luce dei fatti, questo Comitato insiste nel rinnovare la legittima richiesta al Signor Ministro delle Infrastrutture di avviare la procedura di cui all’art. 5 del Codice della Strada, che prevede un potere sostitutivo in caso d’inerzia dell’Ente proprietario della strada.

     

    Ancora una volta si richiama l’attenzione che durante gli allagamenti che continuamente si ripetono nel sito in questione, oltre a non poter entrare ed uscire dalle abitazioni, non è permesso ai mezzi di pronto intervento  di prestare i dovuti soccorsi in caso di necessità, come ben potrebbero testimoniare le pattuglie dei Carabinieri, della Protezione Civile e dei Rangers che durante la pioggia dello scorso giovedì sono transitate nel tratto in questione.

     

    Gli abitanti della contrada Oliveto sono seriamente preoccupati ed allarmati non solo per la pericolosità del breve tratto di SS 106, del tutto insicuro e privo delle più elementari regole di garanzia, ma anche  per un ulteriore potenziale pericolo che da anni incombe, come la spada di Damocle, sulla popolazione di Lazzaro. Riguarda la messa in sicurezza della discarica comunale di Rifiuti Solidi Urbani, dismessa nell’anno 2003,  situata nella località Comunia-Sant’Ilario, sovrastante il Torrente Saitta ed il Torrente Oliveto.

    Ci risulta che il Servizio geologico dell’ Amministrazione Provinciale di  Reggio Calabria, con riferimento alla situazione che si è creata in località Sant’Ilario – Comunia, sin dai primi mesi del 2004 è intervenuto ed ha, tra l’altro, precisato che la condizione di rischio generale risulta amplificata dal possibile effetto diga che si verificherebbe in caso di evento franoso considerato che la zona in frana sottintende il vallone Oliveto. Relativamente alla discarica di RSU sono state evidenziate condizioni di rischio frana per l’azione erosiva delle acque meteoriche e di ruscellamento con conseguente alta probabilità che parte dei rifiuti stoccati possano essere trascinati a valle dalle acque meteoriche.   

    Anche dalle perizie effettuate dai consulenti nominati dalla locale Procura della Repubblica è emerso che la discarica in questione presenta una situazione di grave emergenza ove i lavori di intervento non sono ulteriormente prorogabili.

     

    Nonostante ciò, di anni ne sono trascorsi, ma i lavori di bonifica e messa in sicurezza non sono stati eseguiti. Intanto, però, i primi avvertimenti si sono da tempo manifestati. Nel mese di marzo 2004  si è registrato il cedimento del terreno di alcuni gradoni della discarica che ha ricoperto  le vasche di raccolta del percolato,  sempre in località Sant’Ilario/ Comunia le piogge dello scorso 22 settembre hanno provocato il dissesto di notevole quantità di terreno costituito da rifiuti che  hanno raggiunto  le prime abitazioni del paese.

     

    Non si comprende a cosa serve eseguire gli accertamenti che comportano dispendio di risorse umane e mezzi se poi non si adottano i dovuti  provvedimenti.

     

    In ogni modo la situazione impone una non più derogabile iniziativa per  fermare questo pericolo prima che sia troppo tardi, in considerazione tra l’altro che da tempo è stato certificato che un evento calamitoso simile a quello di Soverato possa verificarsi nell’area in questione. In tal caso si tratterebbe dell’ennesimo  disastro preannunciato e nessuno potrebbe dire “era un evento non prevedibile”.

     

         E’ bene ripetere che le abbondanti piogge che nei giorni scorsi si sono abbattute per meno di un ora su questa zona, non sono inquadrabili nei forti temporali che in questo periodo hanno colpito la provincia reggina e altre Regioni d’Italia, bensì nelle tipiche piogge che ogni hanno si ripetono sul territorio di Lazzaro, puntualmente nel periodo autunnale.

     

    Lo Stato deve intervenire. Deve fare chiarezza sui motivi per cui gli Enti competenti non intervengono. Non può permettere che appartenenti alla Pubblica Amministrazione che sono chiamati a tutelare il bene e la sicurezza della vita e dell’integrità fisica e a garantire i diritti fondamentali dei cittadini, da oltre dieci anni  continuano a giocare con la vita delle persone, calpestando i loro diritti e la loro dignità. Non è ammissibile che il cittadino per avere riconosciuti i propri diritti, tra l’altro certificati dagli stessi funzionari dello Stato, debba richiedere l’intervento di programmi televisivi come “striscia la notizia”. Il punto di riferimento per il cittadino sono le Istituzioni dello Stato.

     

    Si allegano dei rilievi fotografici eseguiti nella serata di giovedì 11 dicembre 2008, riflettente, per quanto possibile visto l’ora e le condizioni ambientali del momento, lo stato dei luoghi.

     

    Ringraziamo e nell’attesa di un gradito cenno di riscontro  porgiamo cordiali saluti.

     

    Comitato Spontaneo Torrente Oliveto