• Home / CITTA / Reggio Calabria / Reggio: è protesta anche per i precari del Ctmo

    Reggio: è protesta anche per i precari del Ctmo

    Riceviamo e pubblichiamo: Anche il CTMO, sulla scia del Pronto Soccorso, è ormai vicino al tracollo. L’annosa problematica dei precari, infatti, mina le basi di quello che viene considerato un “centro di eccellenza”.

    La scadenza dei contratti si avvicina e per questi professionisti non si intravede alcun futuro.

    Nei giorni 4 e 5 dicembre anche questo personale si asterrà dal lavoro quotidianamente svolto e così gli ammalati che usufruiscono giornalmente del CTMO si troveranno di fronte alla cruda realtà, il centro è pronto al ridimensionamento!

    I malati, a caro prezzo, dovranno rivolgersi gioco forza ad altre strutture.

    Le unità lavorative precarie, che sono circa il 70% della forza lavoro, vedranno a breve la fine dei loro contratti e all’orizzonte non vedono alcuna “luce” di speranza.

    Le delibere aziendali finalizzate alla stabilizzazione, hanno escluso dall’iter il personale sanitario ed amministrativo del CTMO, con una causale fantasiosa: “Borsisti co. co. pro. ” e che svolgerebbero “attività finalizzata a specifici progetti diversi dalle normali e correnti necessità funzionali all’azienda con finanziamenti non a carico dell’azienda”, pertanto alla fine dei contratti, non più rinnovabili, ci sarà un depauperamento del personale, che ricordiamolo sempre, è altamente qualificato e con anni di esperienza maturata sul campo, tanto è vero che, il CTMO è certificato ISO 9001 e accreditato da molti centri internazionali.

    La buona volontà dei Consiglieri Regionali a sanare questa annosa problematica, si scontra con la miopia della “politica” e pertanto nulla si è mosso in questi mesi affinché una struttura di rinomata funzionalità possa proseguire il cammino intrapreso e, quindi, almeno una volta essere ricordata come “buona sanità”.

    Qual è la colpa dei precari del CTMO se una disattenta amministrazione ha raggiunto un deficit enorme nella sanità?

    Perché questo personale precario dovrebbe pagare per ben due volte tale incapacità? Infatti, non solo è stato un precariato pluriennale ma a questo si aggiunge la beffa dell’esclusione dalla stabilizzazione.

    Il tutto, chiaramente, per vicende a loro estranee che però vanno a pregiudicare il futuro lavorativo e la serenità di un progetto di vita.

    È giunto il momento di agire, lasciando per una volta perdere le chiacchiere, i malati hanno bisogno di certezze e attendono da parte della politica risposte rassicuranti, da parte della Direzione Aziendale interventi mirati e risolutivi.

    Precari del CTMO