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    Processo Fortugno: “delitto fu anche messaggio a Loiero”

    L’omicidio di Francesco Fortugno ”doveva anche rappresentare un messaggio al presidente della Regione Agazio Loiero”. A dirlo e’ stato il pm Marco Colamonaci nel corso della sua requisitoria. ”Questo – ha aggiunto – per quanto riguarda il versante politico. Sull’altro versante, tutti gli accusati appartengono alla famiglia mafiosa dei Cordi’. Ecco perche’ l’asse politico-mafioso”. Il pm, ha poi aggiunto che ”pensando ad un livello piu’ alto, la matrice del delitto va inquadrata nelle risorse pubbliche e nella ripartizione dei fondi per la sanita’ nella Locride ed in tutta la provincia reggina. Non a caso la sanita’ pubblica viene definita da tempo come la Fiat della Calabria”. A giudizio di Colamonaci, l’exploit politico di Fortugno ”ha incrinato e messo a rischio gli equilibri politico-mafiosi”. Il pm, per far comprendere come la sanita’ stesse particolarmente a cuore alle cosche, ha poi citato un’intercettazione telefonica risalente al 1998 (sette anni prima del delitto Fortugno) nel corso della quale Giuseppe Panzera, genero del boss Giuseppe Morabito detto ”tiradritto”, affermava: ”vediamo nella regione a chi possiamo appoggiarci in modo da poterci garantire qualcosa”. ”Da cio’ – ha detto il pm – emerge la volonta’ chiara di accaparrarsi i posti di comando nelle commissioni e negli enti locali, le gare di appalto e di poter ottenere cariche dirigenziali”. (ANSA).