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    Locri: vescovo interviene ad assemblea sindaci

    “Il futuro della nostra terra ci riguarda, è nelle nostre mani e di esso noi siamo gli unici protagonisti. Una responsabilità che noi non possiamo delegare a nessuno. Gli altri ci possono aiutare, ma solo aiutare; non si possono sostituire a noi”. Lo ha detto monsignor Giuseppe Fiorini Morosini, vescovo di Locri – Gerace, intervenendo all’assemblea dei sindaci della Locride. Per “gli altri”, ha spiegato monsignor Morosini, “includo anche il governo nazionale ed europeo: lo ripeto, devono aiutarci, ma siamo noi che dobbiamo gestire questo aiuto secondo una pianificazione e una progettazione che gli altri non ci possono fare. Siamo persuasi di questo? Riusciamo ad ammettere che gli aiuti ci sono stati, e forse sono stati sprecati da noi? Aiuti che continuano ad arrivare ma che noi non riusciamo a gestirli per il meglio? Quanti milioni di euro la Calabria restituirà quest’anno all’Europa, perché non siamo stati capaci di impiegarli? Sorridendo un prete del nord mi diceva qualche tempo fa: ce li divideremo noi al nord”.La consapevolezza di essere protagonisti, secondo monsignor Morosini, “ne produce un’altra, cioè quella della formazione delle coscienze a quei valori umanamente, cioè razionalmente, condivisibili da tutti, ai quali ciascuno poi unisce gli altri valori derivanti dal proprio credo religioso e dai propri convincimenti morali. I nostri problemi più gravi si giocano proprio a livello culturale (il senso e il valore della vita, la famiglia, la legalità, il bene comune, il senso dello stato, l’uso del denaro)”. Oggi, ha detto il vescovo, “la vera battaglia in Italia e nel mondo non è quella economica, ma quella culturale: quella, cioè, sulla tipologia o immagine di uomo che abbiamo davanti e che fonda le nostre scelte in ogni settore della vita. La battaglia allora, anche per noi della Locride, si gioca sul terreno della cultura”. Per monsignor Giuseppe Fiorini Morosini, “il male oscuro che ha invaso il corpo della nostra terra si vince se promuoviamo fra i giovani una concezione di uomo diversa, una visione di vita per la quale vale la pena sognare e battersi per far sì che il sogno si avveri”.
    Elia Fiorenza