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    Confartigianato: “Consapevolezza della crisi ma fiducia nelle potenzialità del settore”

    E’ un quadro “preoccupato“ dalla situazione economica del Paese e dalla prepotente crisi,  ma anche fiducioso nelle potenzialità della propria azienda. Questa la percezione della crisi finanziaria da parte di artigiani e piccoli imprenditori secondo i risultati di un sondaggio condotto da Ispo per Confartigianato su un campione di imprenditori associati.  Nel corso della ricerca è chiaramente emerso che gli artigiani ritengono molto utile l’intervento dello Stato che dovrebbe muoversi attraverso la diminuzione del carico fiscale (58% del campione intervistato). La rilevazione fa emergere una percezione molto netta, ma non ancora drammatica, delle difficoltà congiunturali: il 51,8% dei piccoli imprenditori è convinto che nei prossimi mesi la situazione economica italiana peggiorerà, ma la crisi nazionale, solo un terzo degli intervistati ritiene che peggiorerà la situazione economica della propria azienda, mentre il 44,3% del campione pensa che resterà invariata, cioè positiva come ora. Tra le preoccupazioni che assillano gli artigiani, impennata netta per la paura dell’aumento dei tassi di interesse (73% del campione), mentre scende al 40,5% la percentuale di imprenditori preoccupati per la tenuta dei livelli occupazionali della propria azienda. Il solito problema dell’accesso al credito con le sue lungaggini e  i suoi ostacoli burocratici intimoriscono il 5% degli artigiani dei quali  il 21% ha percepito azioni restrittive da parte delle banche, soprattutto la richiesta di maggiori garanzie e  l’incremento dello spread sui tassi di interesse. Oltre la metà del campione (56%) pensa di far fronte a possibili future esigenze di liquidità per la propria azienda tramite autofinanziamento e il 26% tramite credito bancario. Tra i problemi più gravi denunciati dagli imprenditori in questa fase di crisi, vi sono i ritardi dei pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione. Infatti, le piccole imprese che forniscono beni e servizi alla PA devono aspettare, in media, 3 mesi e mezzo per essere pagati dalla Pubblica Amministrazione.  Ma per 222.000 imprese – pari al 28% di quelle che forniscono beni e servizi alla PA – l’attesa supera i 4 mesi.

    “C’è da rimarcare – commenta il segretario provinciale di Confartigianato Demetrio Battaglia – che in Calabria il problema relativo ai ritardi della Pubblica amministrazione è drammatico: nella nostra regione non si parla di tre mesi ma di tempi addirittura “biblici”. Altra difficoltà, impossibile da sottacere, è quella relativa all’accesso al credito. Un grosso problema non affrontato dalle istituzioni locali, se si eccettua la provincia di Cosenza che ha messo in campo un’iniziativa lodevole in tal senso, per il resto la Regione da mesi si “trastulla” alle prese con un bando che non viene emanato e che servirebbe per assegnare un fondo di garanzia, di supporto, alle imprese che hanno necessità di attivare linee di credito a medio e lungo termine. Scomponendo questi dati nazionali – spiega infine Battaglia – emergono percentuali più alte di paure da parte degli artigiani in relazione ai tempi di pagamento delle imprese e al credito, mentre traspare fiducia nelle capacità delle proprie aziende”.