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    Terremoto 1908: Pacenza e Borrello intervengono a New York

    “Il ricordo di una tragedia immane ma anche l’occasione, in un contesto ormai planetario, di interloquire con esperienze internazionali in materia di prevenzione e organizzazione degli interventi per emergenze e calamità naturali che rimangono un problema incombente e preoccupante”. Lo ha dichiarato ieri il consigliere regionale Franco Pacenza (Pd), presente a New York insieme al vicepresidente Antonio Borrello in rappresentanza del Consiglio regionale al convegno internazionale “Un secolo dopo il terremoto dello Stretto: la gestione dell’emergenza dalla solidarietà all’efficienza” che si è tenuto all’Italian Academy, presso la Columbia University.

    “Abbiamo partecipato – ha aggiunto Pacenza – a un simposio scientifico altamente qualificato che ha avuto come interfaccia le Nazioni Unite. Mi sembra anche questa la dimostrazione che ormai vicende come il terremoto non possano che essere affrontate e discusse in un contesto internazionale”.

    “Bene ha fatto il Consiglio regionale calabrese a partecipare al convegno – conclude Pacenza -, per intanto nel rispetto della memoria delle vittime della tragedia di un secolo fa ma anche per raccordarsi in termini istituzionali con tutti gli altri protagonisti dell’evento”.

    La commemorazione del 1908 a New York si è chiusa con un concerto della pianista Daniela Schachter e un recital del Kairos Italy Theater di Laura Caparrotti (originaria di Pizzo) con la partecipazione dell’attore palermitano Vincenzo Amato, intenso protagonista del Mondo Nuovo di Crialese.

    Di assoluto prestigio – anche se non a tutti conosciuta –  l’istituzione che ha ospitato a New York il Convegno internazionale sul Terremoto dello Stretto. L’Italian Academy presso la Columbia University è l’unico esempio di promozione culturale che vede l’impegno diretto di uno Stato a fianco di una grande università americana. Ha sede sull’Amsterdam Avenue, di fronte alla Columbia University, in un edificio storico chiamato “Casa Italiana“, edificato in stile neo-rinascimentale nel 1927. Lo Stato italiano lo ha acquistato nel 1991 con 7 milioni di dollari e con altri 10 ha costituito un fondo per consentirne il funzionamento come “Italian Academy for Advanced Studies in America”.

    La storia dell’edificio classicheggiante di sette piani all’angolo della 117a, nell’East Side, è la storia stessa della comunità italiana di New York, da sempre la più importante d’America. Dopo la ristrutturazione, il palazzo dispone di un teatro con 220 posti, di una ventina di uffici che ospitano con borse di ricerca di vario tipo studiosi italiani, giovani e meno giovani, che possono portare avanti un programma di lavoro concordato e collaborare con la Columbia University e con tutta la comunità accademica newyorkese.

     

    “Una iniziativa quanto mai opportuna, in una sede prestigiosa quale l’Italian Academy, che rappresenta per noi un’occasione di grande interesse, sia per riconfermare i legami di amicizia e reciprocità tra i popoli, sia per rinnovare  quello spirito di solidarietà e mutualità che si manifestò un secolo fa sulle rive devastate dello Stretto e ha costantemente caratterizzato, via via intensificandosi, i rapporti col popolo d’America.”

    Lo ha dichiarato, nel corso del suo intervento di saluto ieri a New York, il vicepresidente del Consiglio regionale Antonio Borrello partecipando al convegno internazionale “Un secolo dopo il terremoto dello Stretto: la gestione dell’emergenza dalla solidarietà all’efficienza” che si è tenuto all’Italian Academy, presso la Columbia University, con la partecipazione del Consiglio regionale della Calabria.

    La presenza dell’Assemblea regionale calabrese all’evento americano è stata chiesta espressamente al presidente Giuseppe Bova dal Console Generale d’Italia a New York, Ministro plenipotenziario Francesco M. Talò, promotore dell’iniziativa, il quale ha caldeggiato l’invito rimarcando come  l’iniziativa newyorchese “rappresenti una sede di grande prestigio per rendere omaggio a tutti coloro che morirono o persero i propri cari a causa del terremoto”. “Ma New York – ha aggiunto il diplomatico – è anche la città ideale per raccontare all’opinione pubblica la capacità dimostrata dagli italiani nel ricostruire le proprie città, l’emigrazione verso gli Stati Uniti provocata anche dal disastro, nonché l’eccellenza raggiunta dal nostro Paese nella gestione delle crisi”.

    Intervenendo  in apertura del simposio, il vicepresidente Borrello – che a New York è stato presente insieme al consigliere Franco Pacenza -, ha rievocato lo spaventoso terremoto del 28 dicembre di cento anni fa: “La concatenazione di scosse telluriche d’inaudita intensità e del maremoto – ha ricordato –  provocò un’ecatombe: Reggio, Messina e altri 164 comuni calabresi e siciliani vennero distrutti. Il conto delle vittime, certo approssimato per difetto, raggiunse quota 20.000 solo sul versante calabrese. Una catastrofe, insomma, che arrivò a suscitare addirittura l’idea della fine storica dei principali centri colpiti”. Ma ha anche sottolineato che “quell’immane tragedia  richiamò l’attenzione dell’opinione pubblica e dell’azione di governo sull’estremo lembo dello Stivale. E anche aiuti e solidarietà internazionali, visto che la Marina Americana fu una delle prime forze ad intervenire in soccorso delle popolazioni colpite”.

    All’evento italo-americano il Consiglio regionale ha partecipato anche con una esposizione di pannelli con immagini d’epoca – rare foto della collezione dello studioso reggino, Professor Agazio Trombetta, raffiguranti le macerie di Reggio all’indomani del terremoto, i “baraccamenti americani” realizzati con gli aiuti degli Stati Uniti e una planimetria della città con una decine di strade intitolate a Stati degli Usa e a benefattori americani. 

    Nell’auditorium di New York l’Assemblea regionale ha portato anche un video con un repertorio “a volo d’uccello” con le incomparabili bellezze della Calabria di oggi: dallo Stretto al Pollino, dal lungomare di Reggio alle rapide del fiume Lao, dal castello federiciano di Roseto a Gerace, Tropea, Villaggio Mancuso, Le Castella, Scilla, ecc.

    “Siamo un popolo dal territorio fragilissimo – ha affermato, concludendo il suo intervento il vicepresidente Borrello dalla tribuna dell’Italian Academy – , che ha saputo però riaffermare la sua presenza e il suo ruolo con dignità, volontà e tenacia diventate proverbiali per i calabresi. Anche perché tante, forse troppe volte, proprio in queste qualità, abbiamo dovuto confidare nel corso della nostra antica quanto tormentata vicenda storica.”