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    Regione: Battaglia su primarie Pd junior

    Le vicende che accompagnano le presunte primarie per l’elezione degli organismi dirigenti dei giovani democratici fanno affiorare un sentimento di tristezza. Era impensabile che una competizione democratica, tesa a selezionare un gruppo dirigente, terminasse nel baratro dell’oligarchia e della burocrazia. Era inimmaginabile che una selezione aperta e partecipata, finisse come un concorso di bellezza in mano ad una giuria preselezionata capace di truccare i risultati. Era inconcepibile che un appuntamento così importante non producesse dibattiti, mozioni, divisioni, scontri e anche le furberie, e se vogliamo le risse, tipiche dei movimenti giovanili e si svolgesse, invece, nell’ombra. Quasi a voler tutelare la privacy dei partecipanti come se si dovessero eleggere i rappresentanti di una loggia massonica. Quello che non si poteva ipotizzare  è  accaduto. Un movimento giovanile che oggi non discute e non propone soluzioni alle emergenze che drammaticamente attanagliano il nostro territorio, domani se ne avrà la capacità, non potrà più farlo perché privo di qualsiasi legittimazione. Legittimazione che non verrà certamente dal tentativo che si sta portando avanti, a Reggio Calabria, di fare finta di organizzare qualche seggio elettorale, per sbarrare la lista predeterminata come nei vecchi regimi comunisti.  Questi giovani non avranno in futuro nemmeno il diritto di criticare metodi e selezione della classe dirigente. Ma forse a questo diritto hanno da tempo rinunciato  preferendo esercitare il ruolo di sudditi in attesa di ricevere cariche ed onori dai sovrani. Purtroppo hanno eliminato l’opportunità di verificare l’esistenza di giovani, non di apparato, interessati attivamente in maniera nuova ed autonoma alla creazione di un movimento politico. Il problema è che oggi non c’è un partito vero ma tanti sovrani di piccoli stati che stanno insieme più per necessità che per condivisioni. Abbiamo un partito allo sfascio, incapace di innescare progettualità politica, che non riesce ad organizzarsi e radicarsi sul territorio,  Incapace di muovere i primi passi anche nelle amministrazioni locali. Un partito che ha appaltato le scelte solo agli eletti nelle diverse istituzioni e che subisce le decisioni anche sulle linee strategiche del territorio da chi esercita un ruolo istituzionale piccolo o grande che sia. Le primarie dei giovani potevano essere d’aiuto per stimolare un processo positivo. Rischiano invece,  di isolare ancora di più, in provincia di Reggio, il partito dal resto della società. Peccato. L’unica speranza adesso è affidata alla possibilità che i maestri siano meglio degli allievi.

     

    Demetrio Battaglia

    Consigliere regionale