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    Reggio, i capigruppo della maggioranza comunale rispondono a Naccari

    I capigruppo di maggioranza al Consiglio comunale rispondono all’assessore regionale Demetrio Naccari Carlizzi che preannuncia querela nei confronti del consigliere comunale di An, Antonino Nicolò.  Di seguito il testo integrale:

    L’annunciata querela dell’assessore regionale Demetrio Naccari Carlizzi nei confronti di Antonino Nicolò, del gruppo consiliare di AN a palazzo San Giorgio, non significa che l’ex Sindaco f.f. sia portatore di una verità assoluta o che lo stesso Nicolò lo abbia diffamato.La politica, quella con la P maiuscola, non ha mai fatto ricorso alle aule giudiziarie nel contesto della dialettica che contraddistingue il comportamento di quanti vengano chiamati dal popolo a rappresentarlo nelle varie istituzioni elettive. Nel corso dell’ultimo consiglio comunale il dott. Nicolò, infatti, ha evidenziato la circostanza che tale avvocato Naccari Carlizzi sia proprietario di un immobile nel contesto del complesso edilizio denominato palazzo Tibi dove trovano sede gli uffici di vertice dell’azienda sanitaria provinciale reggina. La proprietà di una unità immobiliare riconducibile a Naccari – come lo stesso amministratore regionale ammette nella rubrica “diritto di replica” (pubblicata a pag. 20 nell’edizione del 20.11.2008 del il Quotidiano della Calabria) – in atto è nella disponibilità dell’azienda sanitaria. Ed è in forza di questo negozio giuridico che Naccari rivendica un credito riferito agli oneri condominiali degli ultimi quattro anni. Agli atti dell’ex Asl 11 risultano, poi, dei mandati di pagamento che comprovano che l’avvocato Naccari Carlizzi abbia concesso in locazione un immobile ricevendone adeguata pigione come si evince dai mandati  di pagamento n° 2994 del 14.05.2008 e n° 4331 del 13.10.2008 che riconoscono al “fornitore Avv. Naccari Carlizzi” il fitto “Uffici amministrativi palazzo Tibi”. Da questo si evince che Naccari ha rapporti contrattuali con l’Asp dai quali riceve un corrispettivo in danaro.Se ne deduce, pertanto, che l’intervento di Nicolò non poggi su fondamenta mendaci. La forma usata dal consigliere di AN potrebbe anche essere considerata colorita ma non certo  diffamatoria. A meno che l’avv. Naccari non consideri la querela uno dei suoi giochi preferiti. Ma questi non sono fatti del Civico consesso, né che riguardino il dott. Antonino Nicolò e neppure la stragrande maggioranza dei cittadini di Reggio che hanno tutt’altro da pensare che agli hobby dell’attuale assessore e collaboratore del Governatore Loiero. (Roto San Giorgio)