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    Reggio: emergenza rifiuti. Caridi replica a sindaco Rossano

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    “Sottolineando che le polemiche, certamente non giovano a fornire un contributo propositivo per la definizione della situazione che, in tema rifiuti, sta caratterizzando Reggio Calabria e la sua provincia, credo però sia necessario fare una riflessione

     che prenda spunto anche dalle dichiarazioni rese dal sindaco di Rossano, Franco Filareto”.

    Così l’assessore comunale alle politiche ambientali del comune di Reggio Calabria, Antonio Caridi, in merito alle considerazioni esternate dal primo cittadino rossanese.

    “Innanzitutto vorrei evidenziare il presupposto base della delicata questione che stiamo affrontando: sia nelle parole del sindaco Filareto che nelle valutazioni che recentemente ho, più volte, affidato alla stampa – precisa Caridi – si evince come il problema rifiuti non sia stato attenzionato dagli organi competenti con il dovuto impegno, altrimenti al contrario non ci troveremmo, oggi, nelle condizioni di dover fronteggiare questa difficile urgenza, alla quale, comunque, si deve porre immediato rimedio prima che sia troppo tardi. Pur comprendendo la posizione del sindaco di Rossano indirizzata alla tutela del suo territorio e dei cittadini che amministra, vorrei, nel contempo, richiamare a determinate responsabilità, dal momento che ogni decisione assunta in questo comparto, in qualsiasi direzione essa vada, inciderà sull’intera comunità. Per quanto riguarda lo specifico argomento, e quindi per ribadire le mie precedenti affermazioni, mi preme tracciare un dettagliato excursus: l’impianto di trattamento Rsu di Rossano e l’annessa discarica di servizio è stata realizzata dalla Tec Spa nell’ambito del sistema ‘Calabria Sud’, al quale appartengono anche gli impianti di Reggio Calabria, Siderno, Crotone e Gioia Tauro. Oggi questo impianto ha in ingresso i rifiuti del sottoambito dei comuni della Sibaritide e produce la cosiddetta Frazione Organica Stabilizzata, secco pressato e scarti vari. Dal 20 ottobre 2004 al 31 settembre 2008, tutti gli scarti e la Fos provenienti da Rossano e da tutti gli altri impianti sono stati conferiti nell’unica discarica di servizio esistente nell’ambito del sistema, cioè quella di Marrella a Gioia Tauro (aggiungerei, caro sindaco, in provincia di Reggio Calabria!). Ebbene, ad aprile di quest’anno, esaurita la volumetria di quest’ultima, di concerto con Regione, Provincia e concessionario, si è deciso di autorizzare sulla stessa Marrella un ‘soprabbanco’, che però si è esaurito il I ottobre. La discarica di servizio Tec a Rossano, invece, ha una capacità tale da risultare utile a garantire il funzionamento dei 5 impianti per circa 14 mesi, mentre la volumetria di quella consortile di Casignana (utilizzata proprio dal 1° ottobre pur essendo una discarica comunale messa gentilmente a disposizione pur non rientrando nel sistema ‘Calabria Sud’), che avrebbe garantito di servire per un anno i comuni conferitori, si è ridotta a 6 mesi a seguito dei conferimento della Fos prodotta da Tec. Inoltre – precisa Caridi – la protesta delle comunità locali, a causa dell’enorme traffico veicolare in strade che attraversano piccoli borghi del comune di Bianco e Casignana, ha causato il blocco di tali conferimenti. Proprio alla luce di questi dati, credo che le rimostranze esternate dal primo cittadino di Rossano non rientrino in un processo di crescita globale del territorio calabrese, in quanto il non conferimento nel comune da lui guidato, interrompe inesorabilmente il ciclo del sistema concepito per la nostra regione, di cui l’impianto di Rossano fa parte a pieno titolo. Questa responsabilità del primo cittadino rossanese, si aggiunge dunque all’incapacità politica dimostrata dal presidente Loiero oggi, e dal suo collega campano solo qualche mese addietro. Intanto, noi istituzioni di Reggio e quindi, ovviamente calabresi ed anche solidali poiché capaci di accogliere i rifiuti del cosentino su Gioia Tauro, attendiamo ancora che venga esaudita la nostra richiesta  d’incontro con il presidente della Regione”.              (Roto San Giorgio)