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    Reggio: area grecanica. Il programma di "Visionamoci"

    Visioniamoci nell’area grecanica cittadini, politici ed esperti discutono di sviluppo… concretamente

    Dal prossimo 6 dicembre fino al 8 dicembre l’area grecanica ospiterà  Visioniamoci: un incontro di 3 giorni tra persone che vivono e  lavorano nella zona ed esperti di sviluppo di altre realtà 
    territoriali italiane ed estere.

    Sarà l’occasione per disegnare il futuro della Calabria Greca. Il futuro della punta più meridionale della penisola italiana.

    Lo scopo di Visioniamoci è di aiutare gli amministratori locali, le imprese, i cittadini e gli altri soggetti attivi (sociali, economici,  istituzionali) a riflettere sul futuro del territorio con il 
    contributo concreto di professionalità provenienti da altri contesti  locali.

    La tre giorni avrà inizio il 6 dicembre a Condofuri presso il centro  Rempicci, proseguirà il 7 a Bagaladi presso il frantoio Jacopino  (Porta del Parco) e si concluderà a Bova l’8 dicembre presso palazzo  Tuscano.

    Partecipanti in programma:
    6 dicembre, Condofuri:
      Nicolò Migheli, sociologo rurale;
      Giuseppe Privitera, presidente di Slowfood Sicilia;
      Silvia de Paulis, responsabile servizio agro-silvo-forestale;
      Cristina Valeri, agronomo;
      Giampiero Carboni, responsabile politiche di sviluppo di LAORE;
      Anna Pireddu, esperta di sviluppo locale e cooperazione allo sviluppo.

    7 dicembre, Bagaladi:
      Ruth Moser, Alchemilla;
      Daniele Menniti, Consorzio Creta;
      Fausto Faggioli, creatore di Fattorie Faggioli;
      Silvia Agnello e Ugo Bortolotti, associazione Marcovaldo;
      Fausto Altavilla, consorzio CasaClima sudtirol;
      Anton Roca, Mental Permanent Factory;
      Stefano Soglia, Strada dei vini;
      Emilio Salvatore Leo, lanificio Leo;
      Giorgio Salza, comunità montana Bassa Val di Susa

    8 dicembre, Bova:
    Gli stessi partecipanti dei giorni precedenti si confronteranno e 
    progetteranno insieme a cittadini e amministratori locali “il futuro 
    dell’area grecanica”.