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    Reggio: allarme rosso ai ''Riuniti''. Pronto soccorso senza uomini e sala operatoria di chirurgia vascolare chiusa

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    da www.sanitacalabria.it
    La politica si affanna a capire di chi è la colpa, scaricandosi vicendevolmente ogni singola responsabilità, del tracollo ormai sotto gli occhi di tutti

    mentre a Reggio Calabria continuano a viversi momenti di forte tensione.   A 48 ore da quella che sembra la risoluzione della vertenza dei farmacisti, cadono due pesanti tegole sulla Città dello Stretto.

    Da fonti sanitarie SANITACALABRIA.IT apprende in queste ore che gli 11 medici precari del pronto soccorso degli Ospedali Riuniti sono in “malattia” facendo pesare notevolmente la loro assenza in uno dei reparti più delicati.

    Non può considerarsi una forma di protesta a tutti gli effetti perché per i medici in questione è stata immediatamente disposta la consueta “visita fiscale”. Ma è certo che – anche se non propriamente fisici – i “mal di pancia” per una totale assenza di tutela di questi medici sono tanti. E giustificati.

    Undici co.co.pro privi di qualunque tutela. La “malattia” in forza della quale non si sono presentati al lavoro non sarà nemmeno pagata.

    Chiedono da tempo la trasformazione del loro contratto in una formula diversa dalla collaborazione “a progetto”, anche a tempo determinato. In questo modo il loro contratto avrebbe tutte le tutele previste per i medici del Servizio Sanitario Nazionale e sarebbe un primo riconoscimento per professionalità di alto profilo che tengono in piedi il settore più nevralgico del principale ospedale di Reggio Calabria.

    Già dal 30 novembre prossimo il Pronto Soccorso del nosocomio reggino avrà pesanti defezioni nell’organico. Cinque di loro hanno il contratto in scadenza il prossimo 5 dicembre e nessuno di loro intravede il previsto rinnovo.

    CHIUDE LA SALA OPERATORIA DI CHIRURGIA VASCOLARE

    E’ da fonti sindacali che SANITACALABRIA.IT  apprende della chiusura della sala operatoria che serve i reparti di  “Chirurgia Vascolare” e “Ortopedìa”. Nei giorni scorsi, infatti, si sarebbero verificati due casi di infezioni ai danni di altrettanti pazienti sottoposti ad intervento in quella sala operatoria.

    La situazione, di per sé grave, si somma ai casi – leggermente più datati – degli strumenti contaminati in Neurochirurgìa e della chiusura della sala operatoria del reparto di “Oculistica”. Poche settimane fa i NAS hanno compiuto diverse ispezioni presso la struttura di Via Petrara (ultima quella nel reparto di Medicina) e sembra che, nel prossimo futuro, potremmo assistere alla chiusura di qualche reparto.

    Patata bollente che finisce dritta dritta del neo commissario dei “Riuniti”, Aurelio Zito, subentrato – fino a dicembre – al dimissionario Leo Pangallo.