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    Quella politica da talk show…

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    di Antonino Nicolò*
    – Accipicchia, il centro-sinistra nell’ultima seduta di consiglio comunale ha dato dimostrazione di “alta strategia” politica: roba per palati raffinati, mica poca cosa!

    L’aver abbandonato l’aula su una proposta di inversione di un punto (importante, vero!) dell’ordine del giorno è sintomatico di una politica per pochi eletti,  di gente che ha “dimestichezza” con l’arte nobile della politica e con l”impatto mediatico: il resto non conta.
    Un’opposizione che non fa notizia, non fa interventi, non fa politica, si è programmata una “finzione” ad opera d’arte da offrire alla comunità.
    Un’opposizione che sino ad oggi ha passato il proprio tempo a guardarsi alle spalle, come un passerotto finito per sbaglio nel circolo Arci-caccia, improvvisamente si ritrova unita in un commedia tragicomica.
    Lor signori, con rara e perfetta sincronia si sono dileguati, sciolti, come neve al sole, baldanzosamente e compiaciuti per la riuscita recitazione, dopo l’esito del voto.
    Ma più che l’esito del voto quello che mi preoccupa di più (a questo punto) è l’esito del vuoto.
    Dirò una cosa politically incorrect: questa è politica da talk show, da veliname vario, questa è la realtà che si cela dietro la nebbia mediatica.
    Ancora c’è chi pensa che la gente è disponibile ad ascoltare le “martellanti fantastorie”  senza rompersi i sacri gingilli.
    Una considerazione  deve necessariamente farsi: non si comprende perché c’è chi ancora gioca con la politica.
    Non si comprende quale credibilità possiamo avere nei confronti dei cittadini, di quale simpatia possiamo godere, quale possa essere l’utilità per chi ci ha votato se continuiamo a ripetere dei “giochini infantili” e finte “liti da ballatoio”
    Ma la cosa strana è che a farlo ( purtroppo ) sono proprio quelli che (quotidianamente) si riempiono la bocca di belle parole quali eticità, moralità.
    Ma quale moralità può giustificare la “diserzione in massa” di un’opposizione in un consiglio comunale importante ?
    Quale motivazione può esistere nel non “aver voluto” affrontare il problema dei precari ?
    Quale grave affronto è stato fatto (all’opposizione o ai lavoratori) nel non aver votato un’inversione di un punto all’ordine del giorno ?
    Aveva forse il sapore di un “non vogliamo discutere di questo” ?
    Con tutta la buona volontà, questa volta l’opposizione non potrà trovare argomentazione valide per giustificare un “affrettata ed insana scelta”.
    Da li a mezzora (tanto era stimato il tempo per la discussione dei restanti punti all’odg, ormai datati e che nell’attesa avevano perso anche di significato) si sarebbe discusso il tema che angoscia molti lavoratori, ma qualcuno ha pensato bene di approfittarne per attirare l’attenzione su di se e “gettare fango” sulla maggioranza: a questo si è ridotta la politica, amici miei !
    Come se si viene eletti per dare libero sfogo ai nostri “schiribizzi”, ai surrogati della politica, che alla fine creano solo perplessità e disinteresse nel cittadino.
    Assistiamo (impotenti) all’assenza nella politica di un’anima, di un’idea,  di un progetto, di un obiettivo comune: nulla, solo il vuoto, la finzione.
    Ancor più triste è ritrovarmi a scrivere (ormai da anni) le solite cose nell’inutile speranza possano servire a cambiare qualcosa, ad amalgamare queste menti superiori in una sintesi nell’interesse di una comunità: mi rendo conto di essere patetico (lo dico io prima che lo dica qualcun altro) nel non riuscire a capire che se di giorno apro gli occhi, non è mio potere scegliere ciò che deve presentarsi alla mia vista.
    Ho tentato anche di limitarmi ad una vigilanza critica: non serve neanche questo.
    Resta alla fine l’amara impressione che qualsiasi tentativo è inutile!

    *Antonio Nicolò – Capogruppo di Alleanza Nazionale-