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    "Frammenti di luce": il parere di Monica Falcomatà

    “Frammenti di luce”, la mostra di Gerardo Sacco ospitata nelle antiche sale di Villa Genoese Zerbi rappresenta un’eccellenza non solo in riferimento al percorso artistico, unico e prezioso, che è stata capace di regalare ai suoi visitatori. L’esposizione, infatti, è molto altro: è un messaggio che, partito dalla terra di Calabria, è arrivato in tutto il mondo, e, per la nostra città, un vero e proprio momento di promozione, come attestano i dati riferiti sia a coloro che hanno deciso di varcare la soglia dell’antico palazzo nobiliare reggino, sia all’attenzione mediatica che ha registrato, ottenendo successo con i suoi milioni di telespettatori distribuiti tra i vari media. Basti pensare alla presenza in riva allo Stretto di seguitissimi programmi televisivi, come la  “La vita in diretta”, oppure ai servizi dedicati alla mostra da diversi testate di ambito nazionale, od, ancora, alla visita dell’attrice Maria Grazia Cucinotta.  Ed ancora come non fare un accenno all’interesse che questa esaustiva antologica (la prima allestita nella regione d’origine del maestro), ha riscontrato nell’universo scolastico? Ecco perché “Frammenti di Luce” racchiude nella sua essenza plurali sfaccettature che si sono tradotte, in sintesi, nell’organizzazione, da parte dell’Amministrazione comunale, di un vero e proprio evento dal respiro internazionale dal momento che l’estro, la capacità creativa e la tecnica del grande orafo hanno conquistato platee prestigiose esprimendo, però, nel contempo, le peculiarità più profonde  della nostra terra: le sue tradizioni, la sua storia, i suoi variegati aspetti. Un omaggio costante quello che la genialità di Gerardo Sacco rivolge, rendendole lustro, alla Calabria. Per comprenderlo basta avventurarsi nel viaggio che, tramite le particolari realizzazioni, viene narrato a Villa Genoese Zerbi, che, tra l’altro 
    La mostra è divisa in sezioni e si apre con il gioiello Origini, realizzato dal maestro all’età di otto anni con i ciottoli del suo mare. Poi prosegue con la sezione Magna Grecia che ospita i gioielli ispirati alla tradizione magno greca, dove miti e leggende del mondo classico prendono forma sotto le mani silenti di Sacco per trasformarsi tramite ori, argenti e pietre preziose in brillanti cimeli dal gusto e l’estetica moderni. Nello spazio del mare, i gioielli, contraddistinti soprattutto dalla presenza del corallo, rimandano la memoria alle figure e alle leggende che popolano gli abissi dal tempo immortale, mentre i sensi del visitatore vengono coinvolti da immagini e parole che calcano le onde del mediterraneo.
    Chiudono il primo piano le creazioni dell’argenteria popolare, dove Sacco si dimostra abile cantore di storie e memorie tipiche del mondo contadino calabrese, proponendo utensili ed attrezzi in uno stile interpretativo del tutto nuovo, impreziosendo gli stessi di rinnovato fascino.
    Il secondo piano è aperto dall’inedito splendido gioiello dedicato a Villa Genoese Zerbi, creato ad hoc per l’occasione e che riprende le forme e gli stilemi tipici dell’architettonico della Villa. Sono poi presenti i gioielli e gli abiti di scena vestiti dalle grandi attrici in tutto il mondo nella sezione Cinema, Teatro e Tv; tra questi l’abito e i gioielli dell’Aida, indossati da Liz Taylor nel film Il giovane Toscanini di Franco Zeffirelli.
    Importanti anche i monili e le croci della sezione Arte Sacra, fra i quali emergono non solo calice, pisside ed ostensorio creati per le celebrazioni di apertura del 5° centenario della morte di S. Francesco da Paola, ma anche la copia della croce bizantina in oro, perle, zaffiri e rubini donata a S.S. Giovanni Paolo II in occasione della sua visita pastorale in Calabria.
    La produzione Arbresche prende spunto dall’incredibile tradizione orafa “arberesche”, ovvero il bagaglio culturale della comunità albanese trapiantata in Calabria.
    Ancora al secondo piano si trova la sezione Palmi/ Locri. La forma e la simbologia delle conocchie, oggetti tipici della zona di Palmi e che servivano per la filatura della lana, ha ispirato la produzione di orecchini, bracciali, gemelli e spilloni da dessert, mentre l’Animella, rappresentante la Madonna Assunta durante la Varia, è ricordata da una linea di gioielli con l’immagine di un viso botticelliano. Presenti in questa sezione anche creazioni ispirate alle pinakes, ovvero le tavolette votive in terracotta, che rappresentano una delle più importanti testimonianze della religiosità e dei culti magno greci, la maggior parte delle quali ritrovate proprio nel sito archeologico di Locri.
    Nella loggia trovano spazio i pupi: traendo spunto dalla tradizione teatrale, popolare nonché siciliana, Gerardo Sacco ha creato quattordici personaggi epici, contraddistinti da altrettanti caratteri, nei quali ognuno può riconoscersi.
    Infine la produzione pezzi unici, creata per grandi dive o importanti eventi, in edizione esclusiva e realizzata secondo le tecniche della gioielleria più sofisticata, esprime con singolare unicità forme e stili di epoche storiche diverse, trasformati e proposti in modo sempre più evidente ma con intensa personalizzazione.