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    Opere pubbliche, De Gaetano: "Comuni di Platì e Laureana sono figli di un dio minore?"

    “Con i suoi dodici milioni di euro destinati in infrastrutture, il piano regionale delle Opere pubbliche può di certo costituire un intervento significativo in favore dello sviluppo della provincia di Reggio Calabria. Ci saremmo augurati, però, che l’intervento, oltre che rilevante sul fronte finanziario, fosse anche “giusto” sul piano della distribuzione delle risorse disponibili, evitando così che gli abitanti dei Comuni di Laureana di Borrello e di Platì si sentissero calabresi figli di un dio minore”. E’ quanto dichiara il capogruppo di Rifondazione comunista in Consiglio regionale, Nino De Gaetano che giudica “incomprensibile l’esclusione dalla lista dei sessanta Comuni beneficiari di piccoli centri come Laureana e Platì che, al contrario, necessitano di una grande attenzione da parte delle istituzioni regionali”.  “Non credo serva ricordare – aggiunge De Gaetano – che con Platì stiamo parlando del Comune con il più basso reddito imponibile d’Italia, lo stesso dal quale il 15 settembre scorso la Giunta regionale, per dare un giusto segnale di rinascita e attenzione, ha simbolicamente scelto di inaugurare l’anno scolastico 2008-2009”. “A maggior ragione – incalza il capogruppo di Rifondazione – risulta davvero difficile capire per quale ragione il paese sia stato escluso, insieme con Laureana di Borrello, dalla lista dei Comuni che potranno usufruire di un’occasione di sviluppo di certo preziosa in ogni angolo della provincia, ma a Platì del tutto vitale. Nel 1951, visitando quel territorio devastato dall’alluvione, Alcide De Gasperi prometteva: “Deve finire l’Italia di Platì”. Ma l’Italia di Platì è ancora sotto gli occhi di tutti, con le strade poderali dissestate, strutture scolastiche senza attrezzature sportive o biblioteche, nessuna struttura di socializzazione. Una drammatica situazione che certo non sfugge alla Giunta calabrese e all’assessore regionale ai Lavori pubblici, Luigi Incarnato, al quale – conclude De Gaetano – chiediamo pertanto di rivedere il Piano delle Opere pubbliche secondo una logica dell’inclusione e di una più equa distribuzione delle risorse disponibili”.