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    Bombile, ’apertura del V centenario della Statua della Madonna della Grotta

    Circa trenta minuti dopo mezzogiorno, del venerdì ventotto maggio duemilaquattro, a distanza di un’ora dalla celebrazione della Santa Messa, sfiorando la tragedia, franò improvvisamente parte della parete in tufo dell’altura che custodisce l’antico santuario della Madonna della Grotta, presso la frazione Bombile del comune di Ardore. Il violento crollo distrusse tutta la parete sovrastante del sacro edificio mariano e le adiacenti grotte che un tempo furono adibite a dimora dai santi eremiti. L’unico manufatto a restare miracolosamente intatto fu, infatti, la preziosa effige di Maria Santissima della Grotta, in marmo bianco, scolpita nel 1509 ed attribuita allo scultore Gagini. Quest’anno ricorrerà il quinto centenario della preziosa scultura e per l’occasione la diocesi di Locri – Gerace ha programmato alcuni momenti significativi per onorare la Madre dell’Altissimo. L’apertura ufficiale dell’evento, come da programma ancora in fase di previsione,  si terrà oggi ventitré novembre nella chiesa parrocchiale di Bombile. Alle 16.30 il celebre orafo Gerardo Sacco, procederà alla fusione dell’oro che i fedeli consegneranno per poter realizzare due corone d’oro e d’argento per la Madonna e per il bambino che porta nelle braccia. L’incoronazione di Maria Santissima avverrà nel mese di maggio del 2009. Per la tanto attesa circostanza l’ufficio diocesano per i beni culturali ecclesiastici, diretto dal sacerdote don Enzo Chiodo, tra l’altro rettore del seminario vescovile locrese, ha diffuso un comunicato nel quale afferma quanto segue: “Dopo il crollo avvenuto nel 2004 dell’antico santuario la statua rimane l’unico segno visibile. Oggi è custodita nella chiesa parrocchiale di Bombile per la venerazione dei fedeli. La devozione e la fede di essi si visibilizza soprattutto nel mese di maggio, quando i pellegrini, dalla Piana e dalla Locride, si riversano in questo piccolo borgo per trovare conforto e forza per vivere la vita di ogni giorno illuminati dallo splendore del suo volto”. “Incoronare Gesù e Maria – afferma don Enzo Chiodo – significherà assumere l’impegno come comunità cristiana a divenire sempre più comunità’ adulta capace di vivere in questa storia complessa illuminati dalla Parola di Dio e fortificati dall’esperienza di fede di San Paolo, nell’anno a lui dedicato. La fusione dell’oro o dell’argento vorrà indicare a tutti i devoti che per cambiare il mondo è necessario essere uniti nella comunione di fede e fusi dall’unica carità di Gesù, che continua ad accompagnarci attraverso la mediazione materna di Maria”. “Questo primo evento nella vigilia di Cristo Re – conclude il rettore don Enzo – ci ricorda che servire è regnare. Come Gesù e Maria la vita dell’uomo di oggi potrà trovare un senso nel servizio d’amore che sapremo dare a chiunque incontriamo nel nostro cammino”.

     

    Elia Fiorenza