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    Asp 5: Naccari attacca la banca

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    da www.sanitacalabria.it
    Conferenza stampa convocata in tutta fretta all’ASP di Reggio Calabria per rendere noto ai cronisti il risultato di un vertice  che si è svolto a Palazzo Tibi tra i vertici aziendali, l’Assessore Regionale al Bilancio, Demetrio

    Naccari Carlizzi  ed DG del dipartimento Bilancio della Regione, Luigi Bulotta per fare fronte alla situazione di emergenza che investe l’azienda sanitaria reggina sotto il profilo delle  risorse economiche, in particolar modo della situazione debitoria aggravata dalla costante aggressione patrimoniale subita dall’ente a causa dei (legittimi) pignoramenti delle varie categorie di creditori.

    In premessa Naccari ci tiene a precisare che le notizie di un “presunto sottofinanziamento dell’ASP 5 non sono vere” in quanto questa è l’unica ASP della Calabria a ricevere i finanziamenti col sistema della spesa storica a differenza delle altre Asp calabresi “che vengono invece finanziate con quota capitaria”. Ma non solo nell’ultimo provvedimento adottato dalla Giunta per disporre la distribuzione delle risorse destinate all’assestamento dei bilanci “la Regione ha versato in questa provincia ben 16 milioni di euro” (2 per la sola asp di Locri).

    Supportato dalla presenza di Cesare Castelli – secondo il quale risolvere il problema dei pignoramenti “consentirebbe di ritonificare i processi di sviluppo dei servizi sanitari offerti” – e Salvatore Gullì, che fanno parte della triade di commissari del Governo, e dal neo-direttore amministrativo, Salvatore Messina, Naccari è poi entrato nel vivo della questione toccando uno dei punti cruciali del problema “pignoramenti”: i rapporti con la banca che svolge le funzioni di tesoreria.

    Ha ricordato che recenti provvedimenti amministrativi adottati dalla Regione, “in ottemperanza al contratto firmato dalle parti”, in forza dei quali il servizio di tesoreria, attualmente nelle mani del vecchio tesoriere (Intesa-San Paolo- Banco di Napoli) grazie ad una deroga straordinaria, sarebbe dovuto passare nelle mani della tesoreria regionale per conseguire degli “indubbi vantaggi”, ha spiegato Naccari. Come ad esempio la possibilità di ottenere tre anticipazioni di cassa a fronte della singola accordata dall’attuale tesoriere e quindi di “disporre di una liquidità che si aggira attorno agli 80 milioni di euro e che permette di fronteggiare al meglio il monte dei pignoramenti”.

    L’Assessore Naccari stigmatizza la condotta dell’istituto di credito definendola una “grave inadempienza contrattuale” attraverso “traccheggiamenti e valutazioni unilaterali senza alcun pregio giuridico che provocano un danno enorme sotto il profilo degli interessi moratori”.

    Infatti la percentuale di interesse che l’ASP è costretta a pagare per via del comportamento del tesoriere supera l’11%.

    Questo – secondo Demetrio Naccari – dimostra “l’esistenza di un sistema che ha punti motori generatori del debito”. La “degenerazione nasce quindi da fattori ereditati e da comportamenti territoriali” ovvero dal tesoriere “che si rifiuta di trasferire la titolarità della tesoreria nelle mani della Regione” così come disposto “da un atto del direttore generale e da una delibera di Giunta Regionale”.

    “E’ gravissimo che non si ottemperi nemmeno agli ordini del Tribunale che ha liberato delle somme attraverso la delibera di nullità di alcuni pignoramenti riconoscendo la validità di quelle delibere di impignorabilità” – hanno spiegato sia Naccari che Salvatore Gullì.

    Quelle delibere portano le firma della dott.ssa Lidia D’Alessio che lasciò l’incarico quando capì che il nodo bancario era troppo difficile da sciogliere.

    La gravità della situazione ha portato, nei giorni scorsi, i vertici dell’ASP a rivolgersi alla Regione che ha convocato subito un vertice a Palazzo Tibi di cui si è dato conto nella conferenza stampa odierna con la quale Naccari ha annunciato “di avere trasmesso agli uffici dell’Avvocatura Regionale tutti gli atti relativi ai contratti stipulati con il tesoriere per le attività conseguenti giurisdizionali volti all’acceramento di responsabilità civile e penale” mentre domani mattina i vertici del pool di banche della tesoreria regionale sono convocati a Catanzaro.

    Tutto questo per interrompere una “spirale infernale” e sciogliere il “nodo cordiano” che tiene in ostaggio l’azienda tenendola in una costante situazione emergenziale” distraendola dal suo compito primario che è erogare sanità.