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    Unirc: la proposta del movimento “Trasparenza Autonomia Partecipazione”

    Il Movimento Studentesco “Trasparenza Autonomia Partecipazione” ha portato all’attenzione del Consiglio degli Studenti dell’Università “Mediterranea” i 2 documenti relativi la Legge 133 e il Decreto Legge 137, in cui si propone l’abrogazione degli art. 16 e 66 e il ripristino dell’obbligo scolastico a 16 anni per quanto riguarda la Legge 133, mentre per il Decreto Legge 137 si chiede che questo non venga convertito in legge
    È stato chiesto ad alcuni consiglieri della “Mediterranea” di fare propri i due documenti del movimento – già sottoscritti dal Liceo scientifico “A. Volta” e Liceo classico “T. Campanella” e Liceo artistico “M. Preti” – e proporre la mozione all’interno dell’assemblea convocata in seduta straorinaria in data 27/10/08 per discutere delle azioni da intraprendere rispetto i tagli indiscriminati all’università da parte del Governo Berlusconi.
    Dalla riunione è emerso, un *timido documento in cui si fotografa la situazione piuttosto che prendere una posizione netta come quella del nostro Movimento. Tale scelta di indirizzo politico dell’organo studentesco, è probabilmente dovuta a delle divisioni interne all’organo, che già trasparivano dalle dichiarazioni di alcuni studenti nell’assemblea pubblica indetta dal “Collettivo UNIRC” della “Mediterranea” in data 27/10/08 contemporaneamente al Consiglio degli Studenti
    Ciò sta a significare che alcuni consiglieri “partiticizzati” dell’organo studentesco, facenti riferimento alla coalizione di centro-destra che governa il paese e legifera, tagliando 8 Miliardi all’università e la scuola pubblica, sottraendo al parlamento il suo compito di legiferare, condividono i provvedimenti del governo e preferiscono curare gli interessi del partito, condizionando le scelte dell’intero consiglio, sottraendosi al ruolo di tutela delegato dagli studenti della “Mediterranea”,
    È fin troppo semplice prendersela con il governo di turno. Se è vero, come è vero, che siamo in crisi finanziaria, DOBBIAMO PAGARE TUTTI il prezzo di questa crisi!
    Nell’ultima campagna elettorale, da più parti, abbiamo subito le continue dichiarazioni di politici relative i tagli alla “casta”. Ognuno di loro ci costa 16.000€ al mese, senza calcolare le spese di trasporto, sanità, difesa personale, assegno di fine mandato, pensione massima con soli 36 mesi di mandato parlamentare.
    Per il Movimento Studentesco “Trasparenza Autonomia Partecipazione” la linea politica da adottare prossimamente in tutta Italia, aspettando la già prevista conversione il legge del D.L. 137, è l’occupazione di tutte le università, con la partecipazione di tutte organizzazioni studentesche, le organizzazioni sindacali, le associazioni di ogni tipo e tutti i cittadini liberi d’Italia  fino a quando non avremo una riduzione del 50% del costo complessivo di ogni politico e della politica del nostro paese.