• Home / CITTA / Reggio Calabria / Città del Sole presenta: “Dieci cavalli bianchi”

    Città del Sole presenta: “Dieci cavalli bianchi”

    Presentazione del volume Vita di Tommaso Campanella (Dieci cavalli bianchi)

    di Sharo Gambino

      

    Nell’ambito della Fiera del libro calabrese, in corso in questi giorni presso il Centro pastorale di Lamezia Terme, si terrà giovedì 30 ottobre alle ore 10,00, l’incontro con le scuole sul volume Vita di Tommaso Campanella di Sharo Gambino. A pochi mesi dalla scomparsa del grande giornalista e scrittore calabrese, la Città del Sole Edizioni ha voluto omaggiarlo con la ristampa della biografia del filosofo Tommaso Campanella, già edito nel 1987 con il titolo “Dieci cavalli bianchi”, e ora inserito nella collana I tempi della storia.  La casa editrice reggina, inoltre, ripubblicherà a breve anche il volume di Gambino La mafia in Calabria.    

    All’incontro parteciperanno la vedova dello scrittore, Carmela Ceraso Gambino, lo storico Carmelo Bagnato e l’editore Franco Arcidiaco.

    Sharo Gambino aveva pensato questa biografia per gli studenti delle scuole medie, al fine di introdurre anche ai più giovani questa figura eccezionale del pensiero utopistico e vero emblema della Calabria. In uno stile semplice e lineare, ma sempre brillante e coinvolgente, racconta la vita avventurosa e piena di sventura del filosofo che trascorse ben 27 anni in carcere. Arrestato con l‘accusa di essere stato l’ispiratore di una rivolta contro il Regno di Spagna, negò sempre, fingendosi pazzo e sfuggendo così alla morte certa. La sua sorprendente lucidità mentale, il sapere accumulato negli anni di studi, la sua perseveranza prodigiosa gli consentirono di continuare a scrivere numerosissimi libri, anche nelle terribili condizioni in cui era tenuto. I suoi scritti, grazie all’appoggio di diversi amici ed estimatori in Italia e in Europa, furono pubblicati all’estero, accrescendo la fama del monaco di Stilo che solo a tarda età fu liberato e condotto a Parigi, dove trascorse i suoi ultimi anni

    Gambino, in omaggio alla ferrea forza di volontà che aveva fatto superare a Campanella i terribili supplizi cui l’Inquisizione sottoponeva i sospettati di eresia, volle intitolare il libro proprio “Dieci cavalli bianchi”, la folle risposta che il monaco proferì a un certo punto dei lunghi interrogatori.

    Un invito alla lettura, quindi, per i giovani studenti calabresi ai quali Gambino propone questa grande figura, senza rinunciare a colorire il racconto con la leggenda sulla magica “erba di Campanella”, che cresce solo nelle campagne intorno a Stilo ed è capace di donare a chi la mangia ogni sapere (da qui la sua grande sapienza), e con la controversa questione, che tanto dice sugli atteggiamenti dei calabresi, dell’attribuzione dei natali di Campanella, contesi ancora oggi tra i comuni di Stilo e Stignano.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Sharo Gambino è nato a Vazzano (in provincia di Vibo Valentia) il 7 gennaio 1925, ma, a parte qualche breve parentesi, è sempre vissuto a Serra San Bruno (VV). È morto a Lamezia Terme il 25 aprile del 2008.

    Giornalista, scrittore, saggista e autore di testi teatrali, ha iniziato a ventitré anni la sua carriera letteraria pubblicando su un settimanale a fumetti il racconto Tragico destino.

    L’incontro con la drammatica realtà sociale di Cassari, dove è incaricato di dirigere un Centro di cultura popolare, è da lui stesso paragonato a quello di Carlo Levi con la Lucania, e gli detterà Sole nero a Malifà, il suo primo romanzo.

    Quando, nel 1969, le forze dell’ordine pubblico interruppero un summit mafioso a Montalto, in Aspromonte, Gambino intuì che la vecchia mafia contadina calabrese stava per mutare pelle e compiere un salto di qualità. È nata così La mafia in Calabria, primo saggio sull’argomento in Italia, per il quale ha vinto nel 1976 il Premio Sila, conferito da una giuria presieduta da Carlo Bo. Gambino ha poi dedicato al tema della criminalità anche Mafia la lunga notte della Calabria e ‘Ndranghita dossier, cui hanno fatto seguito un’intervista per la BBC ed un ciclo di conferenze in Svizzera.

    È stato collaboratore di quotidiani nazionali, Il Messaggero, Il Tempo, Momento-sera, e di giornali locali, Gazzetta del Sud, Corriere calabrese, Gazzettino del Jonio, i Quaderni calabresi, il Giornale di Calabria ed altri. Ha collaborato per quarant’anni col Giornale Radio Rai e con la Struttura di Programmazione della Rai di Cosenza, per la quale ha scritto alcuni sceneggiati fra cui Boccheciampe e, in quattordici puntate, Vizzarro, la storia di Francesco Moscato brigante del periodo napoleonico (una sceneggiatura poi rielaborata in forma di romanzo).

    Nel 1988 la Gazzetta del Sud ha pubblicato in diciotto puntate il suo romanzo giallo Concerto in Re Maggiore, racchiuso poi in volume nel 1999.

    Per quasi sessant’anni anni, la verve narrativa, la facilità di scrittura, la cultura, il profondo interesse per tutto quanto fosse di argomento calabrese, hanno prodotto decine e decine di articoli, saggi storici o letterari, romanzi, antologie, recensioni – tutto all’insegna della calabresità. Gambino è all’origine della leggenda metropolitana sulla presenza, nella Certosa di Serra San Bruno, del militare americano autore del bombardamento atomico di Hiroshima (vicenda ricostruita e spiegata nel pamphlet L’atomica e il chiostro) – come pure dello scoop sul controverso soggiorno a Capistrano del pittore P. A. Renoir – ed infine dello spettacolare ritrovamento di una lettera di Giovanni Boccaccio, aspirante ad un asilo in Calabria.

    Molti e interessanti i suoi contributi alla letteratura calabrese alla quale si è dedicato con diverse ricerche e pubblicazioni

    Dei romanzi si ricordano: Fischia il sasso, In nome del re schiavo, Plot, L’ombra sua torna e, tra i volumi di racconti: Il sesso dei gatti, L’ospite, All’ombra di Trentinella, La ragazza del fiume.

    Tra i suoi riconoscimenti: il Premio Corrado Alvaro (1960), Premio Amantea (1964), Premio Nicola Misasi (1964), Premio Presidenza del Consiglio dei Ministri (1974), Premio Sila (1976), Trofeo “501” Vibo Valentia, Premio Calabria (1967), Pino d’oro (1988), Premio Ghironda (1999).