Dall’assessore regionale, Demetrio Naccari Carlizzi, in merito alla vicenda-Atam, riceviamo e pubblichiamo
Nella riunione in Prefettura dell’otto settembre, su proposta della Regione, si era concordato che Comune e Regione sarebbero intervenuti per contribuire a risolvere il problema della mancata corresponsione dello stipendio ai dipendenti Atam.
La Regione, con decreto del proprio dirigente generale ai trasporti che ha anticipato l’erogazione dell’ultima trimestralità per Euro 2.326.536,00 , ha provveduto in anticipo rispetto al termine finale concordato.
Non è la prima volta che la Regione interviene con anticipazioni per evitare disagi ai lavoratori e agli utenti. A dicembre 2007, infatti, la Giunta regionale aveva già anticipato, solo all’ATAM tra tutte le aziende pubbliche calabresi, Euro 1.080.309.25 .
Questi interventi chiaramente non risolvono la questione Atam che, come è stato più volte detto dai sindacati e persino dal management aziendale, ha chiaramente bisogno di vari interventi, sicuramente di un nuovo piano industriale e di impresa per dare certezze sul proprio futuro.
Quando ho parlato di un indebitamento dell’azienda di 13 milioni di euro non ho inventato numeri ma ho raccolto il dato da un preciso riferimento della Corte dei Conti calabrese che in data 19 agosto ha chiesto chiarimenti al riguardo al Comune.
Spesso per giustificare la situazione dell’azienda viene invocata una presunta erronea definizione dei contributi per gli anni 1987/1996 secondo la quale l’Atam avrebbe ricevuto una copertura dei disavanzi inferiore a quella dovuta. Mi dispiace dovere ribadire che tale determinazione è stata fissata con due deliberazioni del precedente governo regionale Chiaravalloti del 2000 e del 2003, che il nostro sindaco dovrebbe ricordare per esserne stato autorevole componente. In ogni caso l’attuale governo regionale non se n’è lavato le mani come avrebbe potuto, visto che la vicenda era già stata definita e non esistevano ricorsi pendenti, ma ha voluto approfondire la questione affidandone la revisione, solo per l’Atam di Reggio, ad una commissione tecnica diversa dalla precedente, quella che ha determinato i disavanzi del 1999 .
Come possano però le recriminazioni di 20 anni prima determinare oggi una situazione di crisi aziendale tanto grave da non potere pagare gli stipendi è una domanda che ormai arrovella le menti di grandi e piccoli economisti. Lo stesso amministratore unico dell’Atam segnala le proprie difficoltà solo dopo il cambio di gestione alla Regione, e conoscendo la sua competenza in materia non è ipotizzabile che ci abbia messo due anni per leggere il bilancio (dall’insediamento del 2003) ed accorgersi dei problemi.
Non voglio entrare nel merito di valutazioni aziendali sull’opportunità dell’ acquisto di aziende ormai decotte ma non si può impedire all’assessore regionale di svolgere il proprio compito che è quello di capire se le risorse investite dalla Regione sono spese correttamente, di verificare se gli utenti sono soddisfatti e, quando vengono mistificati i fatti, di rispondere. Mi occupo della qualità del servizio al cittadino in quanto rappresentante dell’Ente regione che finanzia il trasporto pubblico locale; mi preoccupo, da cittadino e da politico reggino, della situazione di deficit di bilancio per evitare che esso possa dispiegare effetti negativi sulla collettività .
Giorno 17 settembre il nucleo tecnico deciderà sulla questione del pregresso ed è veramente scandaloso che coloro che nel 2000 e nel 2003 hanno prodotto il presunto pasticcio lo contestino a noi che invece abbiamo riaperto una questione così delicata.
Lo stile e la regola che ci contraddistingue non ci consente di fare operazioni di pancia ma ci porta ad introdurre metodo nell’azione amministrativa. In base a criteri e regole si evitano disparità di trattamento e non con rivendicazioni senza costrutto o creando emozioni effimere o riproponendo clichè consumati. Con questo modo di fare abbiamo operato finanziando all’Atam l’autostazione e il nuovo Piano Autobus, iniziando a risalire una china che per Reggio era segnata da scelte sbagliate e da qualche inadeguatezza evidente. La precedente gestione 2000/2005 era talmente contestabile che l’allora presidente dell’Atam (AMA) ing. Pangallo dovette lottare per avere ben tre rideterminazioni del deficit perché con le precedenti l’Atam era stata invitata addirittura a restituire svariati miliardi di lire alla Regione.
Il Nucleo Tecnico il 17 settembre ci darà delle risposte attendibili che mi auguro serviranno all’Atam e che, se saranno positive, evidentemente prima erano state negate ingiustamente. Su questo abbiamo fatto le dovute sottolineature per rispetto della giustizia.
Atti di denigrazione personale e disinteresse per la verità dei fatti non ci toccano né ci deludono anche perché quando abbiamo iniziato a mettere ordine in un settore come quello dei trasporti sapevamo che se a qualcuno manca l’onestà intellettuale e si difetta per stile non si potrà trovare nessun rispetto per la verità e per la comunità amministrata.
Per la vicenda dell’ATAM, l’Amministrazione Comunale di Reggio Calabria e il management, al di là di dichiarazioni tanto condivisibili quanto di circostanza, continuano a “buttarla” in politica, o meglio nella propaganda politica, invece che pagare gli stipendi e i debiti prodotti.
Da reggino avrei preferito che certa veemenza fosse rivolta verso coloro che hanno col decreto 112 e con il decreto Ici sottratto alla Calabria e all’Area dello Stretto centinaia di milioni di euro di risorse per importanti opere pubbliche. Ma chiaramente ognuno ha la sua idea e il suo modo di difendere Reggio e farla contare.
Demetrio Naccari Carlizzi




