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Messina: nota dell’OrSa trasporti sulla metropolitana del mare

23 Luglio 2010
in Messina
Tempo di lettura: 3 minuti
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Dissentiamo totalmente dall’iniziativa annunciata dal Presidente della Provincia di Messina che nel tentativo di ricercare una soluzione credibile per l’ottimizzazione del servizio di Metropolitana del Mare torna a proporre l’inserimento di armatori privati a cui girare altre somme di denaro pubblico.

 

 

Sembra di assistere al remake di un film già visto qualche anno fa, quando la Presidenza della Provincia e il Rettorato dell’Università sponsorizzavano un servizio di collegamento veloce da affidare alla “Diesel Power Solution”, fortunatamente il repentino intervento di questa Organizzazione Sindacale contribuì ad impedire la messa in linea di alcuni aliscafi destinati alla rottamazione che l’armatore incaricato aveva acquistato a bassissimo costo per assumere il servizio pagato con soldi pubblici. La tragedia del Segesta non aveva insegnato nulla.

 

Oggi la musica non cambia, il servizio di Metropolitana del Mare si è rivelato un flop e Nanni Ricevuto piuttosto che chiederne conto ad RFI e Ustica Lines s’impegna in un nuovo sponsor a favore  dell’armatore privato “Taranto Navigazione” che al modico costo di un milione e mezzo di euro, da caricare sul bilancio della collettività, garantirebbe unicamente il collegamento con l’aeroporto Tito Minniti.

 

Si tratta dell’ennesima soluzione sommaria che caratterizza, ancora una volta, lo scarso peso che le istituzioni cittadine hanno nei confronti  del Governo nazionale; le risorse pubbliche per l’attivazione del servizio sono arrivate grazie alla lotta frontale dei lavoratori di RFI affiancati dai vari comitati dei pendolari messinesi, pertanto, il Presidente Ricevuto dovrebbe preoccuparsi solo di denunciare al Ministro dei Trasporti il sistema autarchico con cui viene gestito il trasporto nello Stretto nonostante i significativi contributi statali, dovrebbe cercare di capire se nello stretto esistono velati accordi di cartello volti a unificare i costi dell’attraversamento e impedire la tanto decantata concorrenza che in teoria dovrebbe favorire l’utenza, sarebbe anche il caso che s’informasse sulla concreta efficienza della flotta di proprietà degli armatori privati che di volta in volta vengono presentati alla città come la soluzione mandata dalla provvidenza.

 

La provenienza politica del Presidente Ricevuto, chiaramente orientata al libero mercato, dovrebbe consentirgli di realizzare che non basta inserire l’ennesimo competitore pagato con soldi pubblici per alleviare le sofferenze dei pendolari, non sempre all’offerta economica più conveniente corrisponde un servizio pubblico degno di tal nome, tutt’altro.

 

E’ facile pronosticare che l’offerta della “Taranto Navigazione” è destinata al recupero dei costi sulla qualità del servizio, sul costo del lavoro e sui livelli di sicurezza, per non parlare del personale da impiegare che con ogni probabilità non sarebbe personale locale, mentre i nostri marittimi, nel migliore dei casi, restano precari.

 

Invitiamo il Presidente Ricevuto ad abbandonare le soluzioni fantasiose a favore di una seria interlocuzione con il Governo “amico” che sembra lontano anni luce dalla realtà dei trasporti meridionali, s’inviti il Ministro Matteoli ad attraversare lo Stretto nelle vesti di semplice utente, lo si porti a visitare l’invasatura dove giace inoperosa la terza nave ferroviaria che lo stesso Ministro aveva promesso di rimettere in linea in tempi brevi, gli si faccia visitare le navi Reggio e Mongibello per fargli capire con quali mezzi RFI intende affrontare la concorrenza nel trasporto dei mezzi gommati….

 

Nonostante la sigla S.p.A. RFI è una società a totale capitale pubblico e i governi di vario livello hanno il dovere di garantire che i soldi pubblici vengano spesi nell’interesse dei cittadini e dei lavoratori, se la dirigenza Ferroviaria e il Consorzio Metromare non rispondono a questa regola fondamentale se ne prenda atto e si pongano in essere i giusti provvedimenti.

 

Con i pannicelli caldi dell’ennesimo armatore privato a basso costo non si risolvono i problemi del trasporto marittimo, la scommessa è più nobile e prevede proposte serie seguite da adeguate iniziative contro gli inadempienti che mal gestiscono i soldi dei cittadini e non riescono a creare un solo posto di lavoro.

 

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