Il movimento antimafia ”Ammazzateci Tutti”, fondato in Calabria dopo l’omicidio nel 2005 del vicepresidente del Consiglio regionale, Francesco Fortugno, ed oggi attivo anche in Sicilia ed altre
regioni, si costituira’ parte civile ”qualora le indagini della Procura di Messina riusciranno a portare a giudizio i responsabili delle inadempienze che, se evitate, avrebbero certamente potuto scongiurare una tragedia come quella che ha investito il territorio del Messinese”. ”Abbiamo ragione di ritenere – afferma il leader del movimento, Aldo Pecora – che le precise denunce lanciate all’indomani della tragedia dai geologi siciliani e dagli enti locali racchiudano precise e gravi responsabilita’ oggettive in quanto e’ avvenuto”. ”E’ vero – dice ancora Pecora – che un po’ in tutto il Paese si registra un allarme abusivismo cronico. Ma gli abitanti delle zone oggi devastate dal fango ed i parenti delle vittime hanno il sacrosanto diritto di conoscere la verita”’. (ANSA).




