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    Messina, senatori del Pd chiedono al ministro Gelmini di sospendere il Rettore

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    Una interrogazione urgente al ministro della Pubblica Istruzione e dell’Universita’ Mariastella Gelmini per sapere “se intende costituirsi parte civile a tutela dell’immagine del sistema universitario” e ancora “se intende sospendere cautelativamente dal servizio il Rettore dell’Universita’ di Messina, rinviato a giudizio per gravissime ipotesi di reato,

    e gia’ raggiunto dalla misura interdittiva della sospensione da ogni attivita’ professionale disposta dal G.I.P. di Messina” e infine per conoscere “quali ulteriori iniziative intende assumere anche in ordine al potere di revoca” e’ stata presentata dal Presidente del Gruppo del Pd al Senato, Anna Finocchiaro, e dai senatori Benedetto Adragna, Costantino Garaffa, Giuseppe Lumia, Anna Serafini e Antonio Papania. I senatori del Pd fanno presente nell’interrogazione che “a seguito dell’accoglimento della richiesta formulata dalla Procura della Repubblica di Messina sono stati rinviati a giudizio il Rettore, docenti e personale amministrativo di quell’Ateneo. Si e’ proceduto per i reati di concussione, abuso d’ufficio, falso ideologico, peculato, maltrattamenti relativamente a quattro vicende riguardanti: la prima, l’espletamento di un concorso universitario per professore di seconda fascia; la seconda, l’espletamento di un concorso universitario per ricercatore universitario; la terza, la gestione amministrativa di fondi finalizzati ad un progetto di ricerca; la quarta, la “persecuzione”, da parte di un docente universitario, di una professionista per vendicarsi dell’interruzione di un pregresso rapporto sentimentale”. Concludono gli interroganti: ” Il quadro che emerge dalla lettura degli atti processuali pubblici e dei molti quotidiani che si occupano della vicenda – ferma restando, sul versante giudiziario la presunzione di non colpevolezza – impressiona per la gravita’ dei fatti contestati, la qualita’ degli imputati (dal Rettore, a numerosi docenti universitari, ad amministratori dell’Universita’ di Messina) e non puo’ che tradursi in una perdita di decoro, affidabilita’ e autorevolezza di quella istituzione”. (AGI)