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    Messina, indagati commercianti che non denunciarono estorsioni

    Sono quattordici gli indagati del nuovo filone d’inchiesta dell’operazione antimafia “Case basse” a Messina. Si tratta di undici commercianti ed imprenditori che devono rispondere di favoreggiamento, di due collaboratori di giustizia indagati di detenzione di una pistola e estorsione e di un quattordicesimo indagato per la detenzione di un’arma. Il magistrato ha contestato anche l’aggravante mafiosa. Il sostituto procuratore della Dda di Messina Vincenzo Barbaro ha inviato l’avviso di chiusura indagine a Fortunato Barrile, Michele Celesti, Francesco D’Angelo, Rosario Di Stefano, Michele Galletta, Antonino Giordano, Carmelo Nostro, Carmela Pelleriti, Giusy Puleo, Giuseppe e Letterio Ruocco, Andrea Valentino. Chiusa l’indagine anche per i collaboratori di giustizia Salvatore Centorrino e Francesco D’Agostino. Commercianti ed imprenditori devono rispondere di favoreggiamento in quanto, sentiti dai carabinieri non avrebbero detto di essere vittime delle estorsioni. L’operazione “Case Basse” dello scorso 18 luglio ha sgominato un gruppo composto da due clan operanti a Santa Lucia sopra Contesse ed a Giostra con interessi che spaziavano dalle estorsioni allo spaccio di stupefacenti. Per il troncone principale dell’inchiesta, il sostituto Barbaro ha gia’ chiesto il giudizio immediato per 29 indagati, l’udienza e’ fissata per l’11 gennaio. (AGI)