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    Messina, dopo denuncia imprenditore due condanne per estorsione

    Il gestore di una sala giochi e di una pizzeria di Messina per otto anni, fino allo scorso mese di aprile, e’ stato costretto a versare a due diversi clan mafiosi mille euro al mese di pizzo. Due dei suoi taglieggiatori -che hanno scelto di essere giudicati con il rito abbreviato- sono stati condannati dal Gup Daria Orlando. La vittima, Letterio Ruocco, e l’Asam (Associazione antiracket messinese) sono stati ammessi come parte civile. Era stato proprio Ruocco a consentire alla Squadra mobile di arrestare i suoi aguzzini nell’operazione “Micio” ed oggi Vincenzo Barbera, fratello del boss Gaetano (detenuto al 41 bis), e’ stato condannato a 10 anni di reclusione mentre 6 ani ed otto mesi sono stati inflitti a Domenico “Micio” Arena. Il Pm Vincenzo Barbaro aveva chiesto 8 anni per Arena e 10 anni e 4 mesi per Barbera. La differenza di pena perche’ il Gup ha deciso di concedere le atternuanti generiche ad Arena e le ha negate a Barbera. Il processo per gli altri imputati che hanno scelto il rito ordinario prosegue il 25 novembre. Per due mesi la Squadra mobile, con telecamere nascoste e “cimici” aveva visto ed ascoltato i “postini del pizzo” che andavano, due volte al mese, a riscuotere i soldi. Nelle “sequenze” si vedeva Domenico “Micio” Arena mentre ritira i soldi dalla vittima, li conta e li mette in tasca. L’imprenditore dal 2000 non aveva mai denunciato le continue rapine e lo spaccio di droga che avveniva nel suo locale e che per evitarle non si era rivolto alle forze del’ordine ma aveva chiesto la protezione dei clan. Messo alle strette dai poliziotti e con il rischio di finire indagato per favoreggiamento ha infine ammesso il taglieggiamentoLa settimana prima degli arresti Ruocco dice a Barbera che non ce la fa piu’ a pagare e lui risponde sprezzante “ti sparo nelle gambe”. (AGI)