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    Crotone: Iritale interviene su cellulosa

    Dal Presidente della Provincia di Crotone riceviamo e pubblichiamo
    Colti con le mani nel sacco. Gli imprenditori dei soldi pubblici stavano tentando di far portare all’estero titoli italiani del valore di 21 milioni di euro, che, stando alle notizie riportate dalla stampa, sarebbero alla base di una maxi tangente. I due “trasportatori”, Roberto Baroni e Maurizio Mian, sono stati però fermati alla frontiera con la Svizzera dalla polizia francese.

    Roberto Baroni ha subito dichiarato di operare per conto di una società di Aldo Bonaldi, da cui avrebbe ricevuto il compito di vendere i titoli. Toh, chi si rivede: Aldo Bonaldi. Sono anni che sto conducendo in splendida solitudine, a parte la condivisione delle organizzazioni sindacali e dei lavoratori, una dura battaglia contro le malefatte di questo personaggio, che ha goduto di simpatie, complicità, silenzi e sostegno in ambienti diversi, dalla politica all’informazione, da funzionari pubblici a imprenditori fasulli, da managment aziendali a procacciatori di affari. Posso dire con fierezza che l’episodio accaduto alla frontiera svizzera non mi sorprende affatto. Sono in grado di esibire in qualsiasi momento una vasta documentazione sulle reiterate denunce da me fatte in relazione a quanto accadeva attorno a Cellulosa 2000, alla filiera energetica, al Contratto di programma. I soldi che dovevano servire per lo sviluppo del territorio venivano depredati, indirizzati verso altri lidi, espropriati alla collettività, con l’aiuto di basisti che agivano sul posto e che si spera che prima o poi possano essere perseguiti dalla magistratura. Intanto Cellulosa 2000 falliva, falliva il Contratto di programma, falliva la filiera energetica. Centinaia di operai perdevano il lavoro, molti, soprattutto i giovani, perdevano la speranza di trovarlo. Non sono stato zitto di fronte allo scempio che avveniva a danno della nostra terra. Ho più volte denunciato i comportamenti di Bonaldi, non ho esitato a definirlo pubblicamente imbroglione, a segnalare fatti e circostanze al governo, alla Regione Calabria, alla stampa, a chiedere che fosse obbligato a restituire i soldi che dovevano servire per Cellulosa e Pertusola e che fossero individuati i favoreggiatori in loco.

    C’era, in quegli anni, chi Bonaldi lo accreditava, chi scriveva che finalmente i problemi di Cellulosa erano risolti. Si è visto. Sono gli stessi che straparlano di Crotone tradita e dimenticata, pronti a sollevare il fumo della confusione nei confronti dell’unico ente che in questo periodo è stato al fianco dei lavoratori, si è battuto contro gli impostori come Bonaldi, contro i soprusi di Eni, contro gli scippi alle nostre risorse, contro i tentativi delle cosche di mettere le mani sul territorio attraverso megainvestimenti; l’unico ente che si è adoperato per il rilancio del turismo, dell’aeroporto, del porto, della cultura, per la realizzazione di infrastrutture, per la produzione agricola e zootecnica. Tutto con continuità, concretezza, lungimiranza.

    Venivano rubati i soldi che dovevano rilanciare Crotone e la provincia e c’era chi faceva campagne di stampa non per chiamare i cittadini alla vigilanza, alla rivendicazione dei loro diritti, ma per parlare del carattere del presidente della Provincia. Ecco, ora l’identikit dei miei avversari è ben preciso. Io sono sempre stato dalla parte della mia gente, altri con quelli che volevano seppellirla sotto una montagna di interessi illeciti. Ma non hanno potuto chiudere la collanina perché è mancato un gancio: quello della Provincia. Con me quella collanina non la chiuderanno mai.

    Sergio Iritale