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    Crotone: progetto tutela mare

    “Coniugare sviluppo economico, educazione ambientale, tutela del patrimonio e valorizzazione dell’Area marina protetta Capo Rizzuto. Non credo che bisogna aggiungere altro a capire cosa cerchiamo da questo progetto. Certo può essere un inizio, ma stiamo facendo davvero tanto per ribaltare le politiche di valorizzazione dell’Amp”. Questo è quanto detto dal presidente della Provincia di Crotone, Sergio Iritale, nella prima riunione organizzativa del progetto “Pulizia delle spiagge e dei fondali dell’Amp”, tenutasi questa mattina nei locali dell’Amp di Crotone ed alla quale hanno preso parte anche il comandante della Capitaneria di Porto, Giuseppe Meli, gli assessori provinciali Carlo Colucci e Santo Scalise, i rappresentanti delle cooperative della piccola pesca di Crotone, dei Diving, del Wwf e l’ing. Marika Perri per Crotone Sviluppo.

    Il progetto, che sarà portato a termine nelle prossime settimane e che è articolato su due fine settimana, prevede la pulizia  delle spiagge e dei fondali dell’area marina protetta con utilizzo delle piccole imbarcazioni della piccola pesca mediante raccolta e trasporto di materiale di risulta nei centri di raccolta differenziata. I rifiuti lasciati sulle spiagge e specialmente quelli gettati in mare costituiscono un problema per l’ambiente oltre che un messaggio di incuria. Obiettivo di questa campagna è quello di ripulire i litorali e i fondali marini dell’Area Marina Protetta  affiancando all’attività di raccolta dei rifiuti marini e dei litorali quella della prevenzione e della sensibilizzazione dei cittadini. Il lavoro di ricerca e individuazione da eseguire esula dai normali interventi di bonifica riguarda grandi quantità di rifiuti scaricati in mare da imbarcazioni, la cui consistenza sarà accertata solo in fase di raccolta.

    Le attività da svolgere sono:

    Servizio di pulizia  delle spiagge e dei fondali dell’area marina protetta con utilizzo delle piccole imbarcazioni della piccola pesca mediante raccolta e trasporto di materiale di risulta nei centri di raccolta differenziata. Eventuali  oggetti  individuati con le indagini elettroacustiche e ritenuti più probabilmente attribuibili ad ordigni dovranno essere ispezionati da operatori subacquei abilitati con la metodologia del “tracciato a traversino”. Tali attività saranno svolte da personale abilitato .

    Gli operatori subacquei avranno il compito di effettuare l’ispezione sistematica degli oggetti  presenti nella coltre sedimentaria, in tutti i punti e in tutte le aree in cui le precedenti indagini  abbiano indicato la presenza di  materiali inquinanti .

    La  Provincia fornirà  al WWF la documentazione e cartografia sia in formato cartaceo che su supporto magnetico indicante tutte le anomalie rilevate da ispezionare. Il lavoro di ispezione del fondale dovrà essere eseguito con operatori subacquei che alternandosi possano coprire le ore di lavoro giornaliere previste. Gli operatori subacquei dovranno  provvedere alla rimozione dal fondale di oggetti metallici di varia natura (es. carcasse di elettrodomestici, biciclette, catenarie, ancore, ecc.) con !’impiego dell’imbarcazione  “ battello spazzamare “ dell’Area Marina Protetta o nel caso di materiale cospicuo ( reti da pesca  ed altro materiale ) , di un mezzo provvisto di bigo e verricello. Il materiale recuperato verrà quindi conferito in banchina in contenitori idonei resi disponibili dall’ Akros che provvederà  allo smaltimento o riciclaggio secondo le disposizioni delle normative vigenti. le 50 imbarcazioni impegnate nel progetto forniranno anche il pescato che sarà oggetto di ricerca i cui dati saranno poi elaborati e messi a tabella.