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    La UIL FPL chiede l’istituzione dell’U.S.C.A. a San Giovanni in Fiore

    L’istituzione del Centro Operativo Comunale (C.O.C.) sul territorio di San Giovanni in Fiore (CS), rappresenta una lodevole iniziativa  attuata dal Sindaco dott.ssa Rosaria Succurro e dalla sua Giunta, infatti il C.O.C. dovrebbe avere, tra le tante funzioni quello di trasmettere ai cittadini di un territorio sicurezza e tutela, termini che assumono un significato ancora più ampio per la nostra comunità, in questo particolare  momento storico segnato dalla pandemia da Covid-19, nel quale il popolo appare confuso e impaurito da dati ufficiali ormai decisamente insufficienti ed inattendibili per mancanza di uno screening efficace ed efficiente. Si evidenzia che la situazione di incertezza si amplifica ancor di più dalla lettura dei numeri dei tamponi privati resi pubblici dai singoli cittadini i quali vista l’incapacità e il mal funzionamento della macchina sanitaria provvedono in maniera autonoma, e naturalmente a loro spese, ad eseguire l’esame diagnostico, i cui risultati purtroppo definiscono una mappatura  del virus sul nostro territorio nettamente diversa da quella ufficiale, per tale motivo far riferimento ad una sede, a degli strumenti e a dei mezzi messi a disposizione dal Comune, che fungano da  supporto per lo svolgimento delle attività necessarie ad affrontare le criticità che si manifestano nel corso dell’evento pandemico, risulta rilevante nella gestione di questa emergenza. Ne consegue che tutti gli organi preposti all’assistenza sanitaria e socialedovrebbero organizzare un tavolo di confronto con le altre forze interessate all’emergenza al fine di verificare, prima ancora di agire, le capacità operative delle organizzazioni, ciò determinerebbe la possibilità di avere sin da subito soluzioni a prevedibili scenari di rischio incombenti.

    Nonostante l’encomiabile elenco di buoni propositi, resi pubblici dall’amministrazione, che definiscono le attività del C.O.C. di San Giovanni in Fiore, nella realtà si evidenzia il malessere della gente che manifesta la difficoltà nell’ottenere risposte esaustive ed immediate alla risoluzione dei problemi legati alla malattia, sottolineando la mancanza di comunicazione tra istituzioni e popolazione. Per garantire il diritto alla salute dei cittadini vigileremo che il C.O.C svolga azioni tangibili e non virtuali, volte a soddisfare le effettive esigente dei fruitori a cui si rivolge.
    All’amministrazione si chiedono risposte pratiche e concrete ai seguenti quesiti:

    • In riferimento ad anziani soli, portatori di handicap, soggetti fragili, in isolamento obbligatorio o fiduciario causa COVID-19 che necessitano di particolare assistenza quale sarà il supporto delle istituzioni ?
    • Nel caso in cui si dovesse verificare in una o più famiglie la positività dei genitori che necessitano di ricovero presso strutture ospedaliere e contemporaneamente la positività di figli minori che non necessitano di ricovero, chi garantirebbe la tutela di questi ultimi?
    • Saranno emanati provvedimenti necessari per ottenere la disponibilità di aree e strutture da adibire per l’accoglienza di malati Covid-19 non soggetti ad ospedalizzazione al fine di evitare la diffusione del virus?

    Chiediamo che la politica si adoperi affinché, a San Giovanni in Fiore, venga istituita l’U.S.C.A. (Unità Speciali di Continuità Assistenziale) a garanzia dell’assistenza dei pazienti affetti da COVID-19 che non necessitano di ricovero ospedaliero, come già presente in altre aree provinciali. L’ U.S.C.A avrà lo scopo di monitorare la situazione clinica di chi è positivo al Covid in isolamento, somministrare i giusti farmaci ai malati ed eventualmente per fare tamponi a domicilio, con un obiettivo preciso rassicurare i malati alleggerendo la pressione sul servizio di emergenza urgenza del 118, sulle strutture ospedaliere e sui medici di base.

    Riteniamo che la rete istituzionale e sanitaria debba agire nella quotidianità dei malati di Covid-19, non dimenticando mai che il COVID non riguarda il singolo individuo che viene colpito ma rappresenta un problema di ordine sociale e per ciò è necessario attivare una Community Care, quale possibile modello di integrazione socio-sanitaria a livello territoriale dimostrando la capacità di realizzare reti di assistenza per i membri più deboli. Una società malata è una società che non produce, è una società che si ferma e noi non vogliamo che San Giovanni in Fiore faccia questa brutta fine.   Contiamo sul buon senso di tutti per il bene della salute pubblica. Dal Sindaco e della sua Giunta esigiamo un forte senso di responsabilità politica che sicuramente determinerà delle scelte non sempre in sintonia con quelle prese dalla Regione Calabria o dal Governo Centrale ma necessarie per il bene della cosa pubblica.

     

    UIL FPL

    SAN GIOVANNI IN FIORE (CS)

    Nigro Luigi