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    Giudiceandrea: “Drammatica situazione ospedali di Cosenza”

    Ancora una volta la Calabria peggiore, quella delle carenze della Sanità, finisce sulle tv nazionali. Questa volta l’impietosa fotografia la scatta la trasmissione de “Le Iene”.

    Ieri abbiamo assistito all’arrivo del neo commissario Zuccatelli in Calabria. Non ha rilasciato alcuna dichiarazione alla stampa, speriamo con la convinzione di adoperarsi immediatamente per l’applicazione di un piano anti Covid, che non resti sulla carta, sia efficace per pianificare la prevenzione e le cure sul territorio e salvaguardi quel po’ di sanità “buona” che la Calabria ha, badando alla salute innanzitutto del personale medico e paramedico, oggi ancora più prezioso che in passato.

    Speriamo che collabori e possa lavorare anche insieme a Gino Strada, per come indicato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, in modo da consegnare ai calabresi, in poco tempo, un po’ di serenità in più e una luce di speranza per uscire, tutti insieme, tutti salvi, al più presto da questa maledetta pandemia.

    Speriamo che tutti i protagonisti, a partire da quelli impegnati in politica, dimostrino il senso di cura e protezione che è richiesto in situazioni come queste, che di rapaci e prenditori già all’uscio del nuovo ufficio commissariale non ne abbiamo assolutamente bisogno.

    In questo scenario continua il “viaggio” virtuale nei “Centri Covid” della provincia di Cosenza.

    Con l’aiuto di un noto medico cosentino, che preferiamo mantenere anonimo per salvaguardare il suo lavoro, siamo virtualmente entrati all’ospedale dell’Annunziata di Cosenza. Lo scenario che ci si è parato davanti è da guerra.

    Pronto Soccorso senza medici e con personale ridotto. Sono i medici, gli infermieri ed il personale di questo Pronto soccorso i veri eroi di questa battaglia.

    Anche i reparti sono a corto di personale e, benché chiusi alle visite ambulatoriali da un recente decreto Spirlì, sono alla saturazione

    All’Azienda ospedaliera di Cosenza, da febbraio ad oggi, si sono assunte poche unità di personale, nonostante le norme Covid e nonostante sia, in modo assurdo, diventato ospedale Covid.

    Ciò comporta lo spostamento “selvaggio” di infermieri da un giorno all’altro, da un reparto ad un altro, con quel che ne comporta anche in termini di sicurezza sul luogo di lavoro per queste persone.

    I reparti di Malattie infettive e Pneumologia sono ormai saturi ed ubicati nella palazzina indipendente su Viale Repubblica. I reparti dedicati del Santa Barbara di Rogliano sono pieni.

    Al Mariano Santo hanno sistemato un numero consistente di malati Covid, a dimostrazione che chi di dovere avrebbe potuto usare come Centro Covid l’intero plesso del Mariano Santo e spostare all’Annunziata, Oculistica e Dermatologia, che sono ubicate in quel plesso e che oggi invece risulta vuoto e sottoutilizzato, benché ristrutturato e messo a norma da poco.

    Con tutti i reparti di Pneumologia che c’erano chissà quanti posti si sarebbero potuti creare, peraltro in una zona poco al di fuori della città e non all’interno dell’ospedale dell’Annunziata, così come previsto dai più semplici protocolli di salvaguardia dalla pandemia dopo i fatti di Lodi del marzo 2020.

    Per reperire spazi all’interno dell’ospedale è stata realizzata una Geriatria Covid con 18 posti letto al Dea al posto del reparto di Urologia e Chirurgia toracica.

    Questo ultimo importante reparto oggi anziché 14 posti letto, con tasso di utilizzo del 100%, ne dispone di soli 8, con grave nocumento per chi non ammalato di Covid e che deve sottoporsi, ad esempio, ad un intervento urgente di Chirurgia prostatica o al torace.

    Si tratta di due specialistiche uniche nella provincia e probabilmente la stessa “fine” faranno altre specialistiche importanti e d’urgenza di questo passo. Il tutto ancora senza un piano serio ed urgentissimo.

    Di fatto si stanno sistemando reparti Covid a macchia di leopardo nel cuore dell’ospedale, sguarnendo i reparti per altre patologie.

    Per non parlare dello stato pietoso in cui i malati Covid in attesa di un posto letto debbono permanere. Vengono collocati all’interno di tende prive delle minime condizioni igieniche o addirittura al di fuori delle stesse.

    Crediamo che non sia una politica giusta quella di distruggere il presidio ospedaliero Annunziata riducendolo ad ospedale Covid, attesa la presenza in città ed in periferia di strutture attrezzabili ed immediatamente utilizzabili per tale scopo.

    Le esperienze del recente passato avrebbero dovuto insegnare, a chi si occupa di sanità, di quanto sia maledettamente subdolo questo virus e di come l’ultimo posto a cui pensare per dare assistenza ai malati Covid sia un qualsiasi presidio ospedaliero dove transitano malati affetti da altre patologie che li rendono particolarmente vulnerabili.

    Ciò che lascia perplessi è che a parte l’accorato appello del presidente dell’Ordine dei Medici di Cosenza Corcioni, nessuno dei vertici aziendali ha preso posizione contro queste assurde decisioni assunte senza un cronoprograma e navigando a vista,

    Benché in guerra ed in trincea contro il virus bisogna salvare quel poco o tanto di sanità ordinaria e di eccellenza rimasta in Calabria, altrimenti il risultato nel brevissimo e medio periodo sarà quello dell’emigrazione sanitaria accentuata all’ennesimo potenza con un aumento esorbitante dei costi già esagerati e fuori norma.