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    Corigliano- Rossano – È partita la Nave Aurelia

    La nave Aurelia è arrivata nel porto di Corigliano-Rossano, ha fatto le ultime verifiche e ha preso il largo per altra destinazione in attesa dell’eventuale imbarco di migranti che dovessero arrivare sulle coste della Calabria lasciando dietro di sé solo polemiche strumentali.

    Il primo pensiero va a questa gente che scappa dalla guerra o dalla fame, come sono scappati i nostri dopo la guerra di annessione del sud, dalla povertà che ne è stata generata, dalle grandi guerre e da quelle interne che hanno visto sempre il sud calpestato, Italia popolo di migranti. Allora il pensiero conduce ad immaginare di poter dare realtà all’anelito di accoglienza e di integrazione che contraddistingue, per tradizione e per dura esperienza, questa terra. Se avessimo un porto efficiente…se avessimo una sanità all’altezza…se avessimo strutture sociali sufficienti.
    Al contrario il porto non è fornito da acqua potabile, l’arrivo di corrente elettrica è instabile, il presidio Vigili del Fuoco sottodotato, forze dell’ordine insufficienti. Eppure questo era stato scelto come base “irrinunciabile” dall’autorità nazionale. Perché? solo calcolo politico, da un lato la necessità di fare quarantena (viene in mente la quarantena imposta ai bastimenti all’arrivo a New York) e la giusta scelta del mezzo navale, dall’altro l’opportunità di evitare problemi alla campagna elettorale della destra, si perché il porto di Reggio Calabria sarebbe stato perfetto: più a sud dove gli sbarchi sono più numerosi, grande porto con due uscite, un ospedale hub a 700 metri, ma li si voterà a breve e quindi… Lo stesso dicasi per Crotone, in piena bagarre elettorale. E quanto a Gioia Tauro? Stessa sorte.
    A nulla valgono le considerazioni di chi fa sempre-solo-opposizione che asserisce la scelta legata ad una struttura ospedaliera predisposta per le emergenze covid, la nave ospiterà quarantenati non malati, che dopo 14 giorni dovranno essere ricollocati. Abbiamo già dimenticato che il numero dei positivi sta tornando a salire e che sono state chiuse discoteche e sale da ballo anche all’aperto? Ha dimenticato quella opposizione di avere solo osteggiato l’operato di chi si è prodigato per far fronte alle eventuali emergenze senza proporre alcunché di diverso? E’ la mistificazione del verbo e della parola. Piace dilettarsi in questo periodo ferragostano a leggere le parole di esponenti di partito della minoranza consiliare che si prodigano in acrobatici scaricabarile ma che purtroppo, nonostante le innate doti circensi, scivolano al di fuori della rete di salvataggio. C’è chi dagli scranni del Consiglio Regionale, pur essendo in Commissione Sanità, si lamenta della inadeguatezza dei servizi sanitari della Sibaritide per affrontare tale emergenza. Da che pulpito viene la predica. A ciò si aggiungano le rivendicazioni di incontri con Autorità laddove non si è timbrato neanche il cartellino di presenza.
    Questo episodio ha riacceso i riflettori sulla situazione del nostro porto per rivendicare dal governo regionale e nazionale quella autorità e attenzione che manca da anni soprattutto dall’attuale governance regionale. Così come è doveroso prospettare ed auspicare interventi economici verso la sibaritide da sempre dimenticata e abbandonata dalle istituzioni.
    Il Gruppo Consiliare Corigliano-Rossano Pulita