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    Asp di Cosenza, gestione Saitta, Sapia (M5S) annuncia battaglia parlamentare

    «Mi induce a intervenire in ogni sede consentita, non solo parlamentare, la notizia, data da Adnkronos, della delibera in autotutela con cui la commissaria straordinaria dell’Asp di Cosenza, Daniela Saitta, avrebbe ritirato quella dello scorso San Valentino, con cui aveva assegnato un incarico nella stessa azienda alla propria figlia, sia pure a sue spese». Lo afferma, in una nota, il deputato M5S Francesco Sapia, della commissione Sanità, che tuona: «All’Asp di Cosenza è stato oltrepassato ogni limite, nel silenzio e nell’immobilismo della struttura commissariale del governo. Saitta, nominata pur senza adeguata esperienza in materia di organizzazione e gestione sanitaria, si è fatta – ricorda il deputato – la propria segreteria ricorrendo a liberi professionisti. Dopo, confermando, a quanto pare, di svolgere ancora la libera professione, il che è vietato a chi dirige un’azienda della salute, ha dato un incarico alla figlia e infine gliel’avrebbe levato, stando all’Adnkronos. Tutto ciò in una fase estremamente critica per i conti aziendali, nella quale il contesto generale è terribile: il debito sanitario della Calabria, di svariate centinaia di milioni, è schizzato alle stelle, non se ne conosce l’esatta entità ed è stata introdotta l’applicazione del dissesto finanziario alle aziende della salute, il che è un paradosso giuridico insanabile, che il presidente Giuseppe Conte non può ignorare». «Peraltro – aggiunge il parlamentare del Movimento 5 Stelle – chiederò alla commissione Antimafia di verificare se, date le note criticità dell’Asp di Cosenza, ci siano gli estremi per di avviare una verifica su eventuali situazioni dubbie relative a pagamenti. Purtroppo la sanità calabrese continua ad essere colonizzata e nessuno ne risponde, anche in presenza di atti manifestamente scandalosi, prima che illegittimi». «Nella prossima settimana, per l’ennesima volta – conclude Sapia – chiederò ai ministeri della Salute e dell’Economia di mandare a casa la commissaria straordinaria Saitta e i commissari del governo Saverio Cotticelli e Maria Crocco. La Calabria ha bisogno di risposte e di segnali reali. Finora mi sono sentito come l’Agrimensore del Castello di Kafka. Non c’è più tempo da perdere: le istituzioni di governo devono assumersi le loro responsabilità, specie davanti a così tanta evidenza».