• Home / CITTA / Cosenza / Si dimette il sindaco di Amantea

    Si dimette il sindaco di Amantea

    Mario Pizzino ha rassegnato le sue dimissioni da sindaco di Amantea dopo due anni e mezzo. Avrà venti giorni di tempo per ritornare sui propri passi.

    “Dopo due anni e mezzo di mandato amministrativo, nei quali mi sono adoperato affinché anche la nostra Città potesse uscire dal blocco amministrativo causato dal dissesto finanziario e potesse avere quei servizi minimi essenziali ed indispensabili e dopo aver tentato di ottenere che Amantea avesse una sua immagine positiva riacquistando la sua specificità e centralità di attrattore economico e sociale per un vasto comprensorio, vi comunico la mia decisione di rinunciare all’incarico a suo tempo ricevuto dal popolo sovrano amanteano in data 12 giugno 2017, perché fermamente convinto che il ruolo del sindaco vada circoscritto in un ambito di relazioni e di alta funzione Istituzionale e non debba essere, invece, quello di assicurare l’ordinarietà e le giornaliere emergenze rincorrendo da solo i pochissimi dipendenti rimasti in forza all’ente a seguito dei pensionamenti.

    Ho usato solo il cuore e tanto lavoro per cercare di iniziare a far uscire la nostra amata Città dall’oscurantismo non solo del dissesto ma della profonda crisi, soprattutto occupazionale, che attanaglia, purtroppo, anche molte realtà della nostra Regione.
    Far quadrare i conti e garantire i servizi essenziali con pochissine risorse finanziarie, e soprattutto con un terzo del personale del passato, è un’arte difficile.
    L’obiettivo principale è stata la garanzia della trasparenza e dell’equità ricondotte alle norme vigenti ed in ossequio alle direttive ministeriali, evitando frammistioni tra il potere politico e quello gestionale dei pochi funzionari e dipendenti ormai in forza all’Ente.

    Un grazie di cuore a quei consiglieri di maggioranza e assessori che hanno condiviso con me la linea dell’onestà e dell’equilibrio per l’unico fine che è il bene comune e senza secondi fini personali.
    Un impegno politico amministrativo sin dal primo giorno gravoso ed immane, osteggiato spesso da critiche sterili di chi ha visto il nostro Comune come una realtà ancora florida come nel passato, erogatrice di mondanità.
    E’ stato un continuo interfacciarsi con altri enti per ottenere finanziamenti e dare sollievo alle nostre casse comunali, risparmiando anche in termini di spesa corrente, per garantirne l’equilibrio finanziario e l’approvazione dell’ipotesi di bilancio da parte del Ministero dell’Interno in primis e del consequenziale bilancio riequilibrato.
    E’ stato uno sforzo dell’intera squadra di governo teso al risanamento ed a guadagnare quella luce alla fine del tunnel.

    Sono orgoglioso del coraggio datomi da molte persone e cittadini che mi sono stati accanto, e che ringrazio, che hanno sposato la mia forma mentis della chiarezza, della correttezza e della trasparenza in ogni atto e azione amministrativa.
    Il modus operandi è stato improntato sul brocardo che il bene vince sempre sul male e sulla legalità, che se realmente assimilata nel cuore e nell’animo, dà sempre frutti eccellenti, anche se si coniuga e viaggia con la lentezza delle azioni amministrative.

    Ho sempre creduto e continuo a credere nelle Forze dell’Ordine e nella Magistratura che rimangono sempre dalla parte del debole, di chi ha bisogno, dell’oppresso e delle persone perbene, e costituiscono i veri ed unici baluardi e punti di riferimento della vera democrazia e della stessa legalità.

    Ci siamo assunti responsabilità politiche enormi, sacrificando gli affetti familiari, i giorni di festa ed anche la salute, operando in condizioni di forte precarietà per il quasi azzeramento del personale interno ma soprattutto esterno, ossia di chi materialmente agisce sugli impianti, sulle infrastrutture e sul patrimonio dell’Ente.

    Il dissesto finanziario con una massa passiva di oltre 43 milioni di euro, la mancata approvazione del rendiconto 2016 (a seguito delle carenze documentali giustificative), non hanno permesso il ricambio delle risorse umane, per la consequenziale necessità delle prescritte e stringenti autorizzazioni ministeriali.
    Un Ente, dunque, che sarà gravato verosimilmente di un ulteriore peso finanziario di oltre 600 mila euro annuo per 20 anni, qualora si dovesse scegliere la modalità semplificata richiesta dalla Commissione Straordinaria di Liquidazione, ingesserà ulteriormente i margini di manovra per garantire i soli servizi pubblici essenziali.
    A tal proposito abbiamo sempre pensato all’essenziale, senza distrarre l’opinione pubblica con lustrini e paillettes.

    Ho preteso che l’intero agire politico dell’ente fosse improntato al senso dello Stato, al rigore morale ed etico, senza cadere in sterili populismi come propinati da individui simil politici a mezzo stampa ma anche social.
    Ho cercato di attuare nel mio piccolo una rivoluzione culturale, nel senso di far capire che qualunque Ente locale non può essere considerato come un’entità dei favori, facendo passare diritti per aiuti.

    È chiaro che chi ha la schiena dritta non se la farà mai spezzare, né si farà mai intimidire politicamente da alcuno, né arriverà a compromessi.

    Ho cercato di incentivare con altri amministratori un contatto ed una comunicazione con molte associazioni, ma soprattutto con gli studenti e docenti delle scuole per favorirne un processo di cittadinanza attiva, funzionale, cioè, a promuovere comportamenti di cooperazione verso le Istituzioni per un vero risveglio della coscienza civile.
    Una comunicazione volta, quindi, a costruire una rete di fiducia ancora troppo poco diffusa nei nostri territori, “ove è profondamente radicato l’erroneo convincimento che vivere onestamente sia inutile e che sia sforzo inane quello di ribellarsi al giogo opprimente dei poteri politici clientelari”.

    Un peso ed un impegno enorme che viene contrastato dalle difficili condizioni di lavoro in cui quotidianamente si esercita il proprio mandato per la inadeguatezza della pianta organica, per l’insufficienza del personale amministrativo e della scarsità delle risorse in genere.

    È un momento particolare di fermo della crescita economica della nostra Città e del nostro comprensorio, che si riversa anche in quella sociale, e che viene aggravata dalla scarsità di risorse finanziarie ed umane dell’Ente locale, che non permette una risoluzione immediata delle molteplici problematiche afferenti il territorio e le esigenze della comunità, ma presuppone un raccordo costante con altre Istituzioni, e non può essere oggetto di comportamenti politici denigratori scorretti anche a mezzo stampa e social.

    Occorre salvaguardare la dignità personale, del gruppo operante di governo e dell’intera Città, e quindi la funzione Istituzionale, da attacchi, comportamenti e modi di intendere il valore della Politica, e di conseguenza il confronto politico, che sono inconciliabili con la mia visione di gestire la res pubblica.

    Lascio dunque con la presente nota la carica di Sindaco della Città di Amantea.

    Una decisione che ho assunto con molto dolore e rammarico, ma con la massima serenità, con la certezza di aver agito per il solo bene comune, in modo imparziale e trasparente, e con la consapevolezza che le scelte operate, alcune criticate da un’opposizione sterile, produrranno nel medio termine benefici e risultati positivi per la comunità.

    Purtroppo in questo momento, per , non c’è una convergenza di veduta ed una sicurezza e tranquillità nella squadra di governo, oltre che le condizioni oggettive, per proseguire con quel progetto ambizioso di svolta, contenuto nelle linee programmatiche di inizio mandato, capace di incidere nello sviluppo economico e sociale del contesto territoriale di Amantea.

    Ho fatto il possibile ed ho dato il massimo di me stesso dedicando tutto il mio tempo al “risveglio”, nella massima equità, delle attività dell’ente e delle coscienze, cercando di fare squadra, di coinvolgere tutti, stimolando l’impegno a dismisura, inteso come gesto d’amore per la nostra Amantea, per un cambiamento reale in linea con il risanamento dei conti.

    Il mio unico fine e’ stato quello di portare avanti una “missione”: cambiare la mentalità politica del servire senza secondi fini, rispettando in modo egualitario i diritti di tutti, rafforzando le aspettative della comunità di Amantea e sforzandomi di renderla migliore e ricca di opportunità per i nostri giovani, implementando sinergie per incentivare una forza culturale attiva sul territorio.

    Ho agito in questo periodo col pensiero di potermi guardare allo specchio, senza avere nulla da rimproverarmi ed addormentarmi con la coscienza a posto, allontanando quel clima, per certi versi rigido e che è andato ad aggiungersi a una questione morale che mi pare non si voglia far emergere al nostro interno, condiziona il sereno operare dell’azione politica, mina la credibilità degli amministratori, isola ancora di più tutti coloro che sono impegnati a dare un senso vero a questa nobile missione.

    Ho orientato sempre il mio agire politico praticando le scelte con alto senso del dovere, giustizia e rettitudine morale, veri ideali di bellezza e nobiltà, consapevole che ciò metteva al loro giusto posto tutti i valori fondanti che devono caratterizzare un Ente locale e l’amministrazione corretta di una comunità.

    Ringrazio di cuore tutti coloro i quali hanno creduto in me e nel progetto che avevamo messo in piedi. E mi scuso con quelli tra di loro che erano convinti della necessità di proseguire e con i tantissimi cittadini che mi fermono per strada o mi scrivono ogni giorno mail incitandomi ad andare avanti. Io ce l’ho messa tutta fino all’ultimo giorno. Non mi dimenticherò del loro affetto e della loro vicinanza.

    Un caloroso e forte abbraccio alla Città”.