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    Regionali: Rifondazione Comunista non ci sarà

    Questo percorso preelettorale, che si avvia alla conclusione, ha visto il  partito regionale fortemente impegnato nella costruzione di relazioni finalizzate a determinare un soggetto inclusivo della sinistra plurale – e, quindi, più rappresentativo della nostra regione-  caratterizzato dal comune denominatore del cambiamento e del rinnovamento.

    Come già esplicitato nel primo documento della segreteria, siamo stati spinti a intraprendere questa non facile strada dalla convinzione di dover dare la giusta importanza alle sollecitazioni diffuse, fortemente in sintonia con il nostro sentire, che non potevamo non cogliere, restando a guardare, considerata l’attuale condizione di grave disagio e difficoltà socio-economica ed occupazionale in cui versa la Regione Calabria, tra l’altro in vera emergenza democratica per l’intreccio perverso tra ‘ndrangheta, politica e affari, messo in luce, ancora una volta, dall’ultima inchiesta della procura antimafia.

    In considerazione di tutto ciò, non potevamo lasciar perdere l’occasione di imprimere una svolta seria alla politica calabrese, che da anni non fa che riprodurre lo stesso copione, utilizzando attori diversi.

    Abbiamo creduto che questa fosse finalmente la volta buona per costruire una piattaforma programmatica – da affidare a nuove generazioni e nuove culture – tale da fornire l’energia necessaria per superare la rassegnazione dei Calabresi, ormai da tempo disillusi e scoraggiati dalla politica.

    Purtroppo, la nostra apertura non è bastata, perché le difficoltà degli altri hanno di fatto impedito un’interlocuzione alla pari che avrebbe potuto trasformare le debolezze individuali in quella forza collettiva capace di recuperare e coinvolgere tutti.

    Alla luce dei fatti, dobbiamo constatare che, per scelte attuate autonomamente dalle altre forze politiche, a partire da quella del candidato presidente, da noi non condivisa, l’ipotesi di un nuovo percorso plurale è venuta meno.

    Non viene meno, però, la nostra convinzione che il partito debba continuare a lavorare per determinare, nel tempo, nuove condizioni di unità a sinistra, per la difesa della democrazia e dei diritti di tutti.

    Noi ci abbiamo creduto ed abbiamo lavorato per raggiungere l’obiettivo, ma il tentativo non è andato in porto.

    La conclusione degli eventi ci porta a ritenere che, al momento, non siano maturate le condizioni politiche per una nostra presenza alla tornata elettorale del 26 gennaio 2020.

    Questa non è una fuga; noi rimarremo in campo e continueremo, anche in campagna elettorale a far sentire la nostra presenza, con le nostre idee e le nostre proposte.

     

    Segreteria Regionale PRC Calabria