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Cosenza – Il convegno “Mezzogiorno: Valorizzazione dei tesori e dei talenti nascosti”

Venerdì 11 prossimo, Cosenza sarà “palcoscenico” di un’iniziativa dai contorni inusuali: un incontro su argomenti “difficili” per l’ampiezza e la problematicità – Mezzogiorno.

Valorizzazione dei tesori e dei talenti nascosti tra vocazione euromediterranea e

regionalismo differenziato: strumenti. – ma che si propone di far esprimere al meglio le

qualità del nostro Sud coinvolgendo “i ceti dirigenti meridionali”.

Non solo politici ma intellettuali, imprenditori, professionisti del privato e delle pubbliche

amministrazioni. Tutti “spronati” a mettersi in gioco dai promotori della rivista (e del relativo

sito e del comitato d’onore) “Myrrha. Il dono del Sud” dell’editore Conte, che sarà

presentata nel corso dell’evento, promosso dall’associazione Koinós e dalla Fondazione

“Guarasci”, col patrocinio della Provincia di Cosenza e del Consiglio regionale.

Coordinati dalla giornalista Carmen Lasorella, dalle 17.00 nel Salone degli Specchi del

Palazzo di Governo (sede della Provincia) – dopo gli interventi introduttivi dei presidenti

della Provincia, Franco Iacucci e della Prima Commissione “affari istituzionali” del

Consiglio regionale, Franco Sergio, e di Giorgio Salvatori, direttore di Myrrha, –

approfondiranno i punti nodali e tecnici della traccia, giuristi ed economisti quali Cesare

Imbriani, presidente di “Unitelma Sapienza” dell’Università di Roma, facente parte del Cda

dello Svimez, Carlo Curti Gialdino, ordinario di Diritto dell’Unione Europea, sempre

all’Università “La Sapienza”, Francesco Saverio Sesti, civilista dell’Università di Roma-Tor

Vergata, Pino Soriero, del Cda dello Svimez, Paolo Naccarato, dirigente generale della

Presidenza del Consiglio, Angela Dalmazio, notaio in Cosenza.

Chi arriva al Sud ed in Calabria soprattutto, per la prima volta, regolarmente, si stupisce

della sua unicità, bellezza, accoglienza, allegria.

Allora “che fare” per ritrovare la bellezza – al di là degli slogan – come cogliere il valore di

una visione organica della vita, che il mondo contemporaneo sembra impegnato a

perdere, nel segno del peggior materialismo e del “vivere solo in un eterno presente”?

Prodigarsi per una “Economia della Bellezza” significa costruire un’identità competitiva per

il Sud. Ma come far emergere il patrimonio naturale ed artistico-culturale, la produzione

agro-alimentare e quella tecnologicamente avanzata?

Come far tornare una rinnovata e non sterile “Questione meridionale” al centro del dibattito

politico nazionale (con le indispensabili connessioni europee e mediterranee)?

E quali proposte, concrete e fattibili, nella difficile situazione in cui ci troviamo, possono

essere avanzate e quali forze debbono coordinarsi per riuscire in quest’impresa?