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    Rifiuti, Parentela (M5S) attacca Oliverio, “Gravissima vicenda discarica di Castrovillari”

    «La Regione Calabria si rassegni: la discarica in località Campolescio di Castrovillari deve restare chiusa per sempre, anche se ciò non piace al governatore-raiss Mario Oliverio, che ora non ha più occhi per vedere e nemmeno per piangere».

    Lo afferma, in una nota, il deputato M5S Paolo Parentela, che ricorda: «È emerso con chiarezza, dalle perizie disposte dalla Procura di Castrovillari nell’ambito del procedimento penale sui lavori che hanno riguardato l’impianto, scaturito da querela e reperti presentati dall’associazione Solidarietà e Partecipazione, che lì non vi sono volumi residuali per l’abbanco di ulteriori rifiuti e che gli interventi da realizzarsi vanno limitati alla sola messa a norma ed adeguamento».«Oltretutto – prosegue il parlamentare del Movimento 5 Stelle – il consulente tecnico d’ufficio ha rilevato altri problemi enormi, che avevamo già elencato con il collega di gruppo, deputato Giuseppe d’Ippolito. Evidentemente Oliverio è troppo preso dal disperato e inconcludente tentativo di spingere il Pd nazionale a ricandidarlo, da non accorgersi che la vicenda della discarica di Castrovillari è gravissima, emblematica delle scellerate politiche regionali in materia di gestione dei rifiuti: 13 ordinanze presidenziali illegittime e mai risolutive; riciclo e riuso inesistenti; discariche strapiene; ecodistretti invasivi e previsti in luoghi sbagliati, dove si fa agricoltura di qualità e si genera economia, oppure in aree tutelate; livelli della differenziata da serie C; Ambiti territoriali inadeguati; burocrazia spesso miope e lenta; enormi gravami sui Comuni e risorse pubbliche dilapidate senza un solo risultato». «Questo è il quadro della situazione. Ciononostante, Oliverio – conclude Parentela – pensa ormai che ogni luogo della Calabria sia casa sua e dunque crede di poter fare come gli pare. Prima di tornarsene definitivamente a casa, il governatore può almeno compiere per una volta il proprio dovere, evitando ulteriori danni ai territori calabresi».