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    Castrovillari – Il Maggio dei libri si congeda questa sera

    La festa della lettura per il Maggio dei Libri a Castrovillari, città che legge, quest’anno si conclude con una serata particolare e preannunciata dal titolo “Guarda che luna!

    A cinquanta anni dall’allunaggio”( avvenuto il 20 luglio 1969 con l’americano Neil Armstrong, capitano della missione Apollo 11), fattore che aprì un cammino di nuova conoscenza per l’umanità.
    Non a caso la serata offre il racconto del castrovillarese Giuseppe Berto “La Luna è nostra”, che si ispira ad un evento di fantascienza.
    L’appuntamento, in programma venerdì 31 maggio presso la sala di palazzo Varcasia a partire dalle ore 18, prevede i saluti del Sindaco, Domenico Lo Polito, gli interventi dei presidenti del Centro Sociale Anziani “Varcasia”, Carlo Sangineti, della Pro Loco, Eugenio Iannelli, alcune letture curate da Franco Pirrera, moderati e presentati da Gianluigi Trombetti affiancato dagli interpreti Francesco Gallo e Minella Bloise.
    La manifestazione, tappa del Festival ricorrente dei lettori, organizzato dall’accademia Pollineana con il patrocinio del Comune, le Associazioni di Cultura Classica, del FAI Pollino, della Pro Loco, del “Circolo Cittadino”, di “Città solidale”, l’Istituto di Ricerca e di Studi di Demologia e di Dialettologia di Cassano Jonio, oltre la collaborazione di “Kontatto production” , delle case Editrici “Il Coscile”, “Rubbettino”, “Luigi Pellegrini”, “Sellerio di Palermo”, “Castelvecchi” e della libreria “San Francesco”, afferma – come è stato più volte riconosciuto dagli ospiti ed autori partecipanti- una capacità intrinseca dell’organizzazione e dei suoi interpreti nel creare le condizioni per suscitare attenzioni su ciò che promuovono e richiamano i libri e la lettura.
    “Un fatto determinato- sottolinea il Sindaco Lo Polito- da una concertazione d’intenti e di dedizioni, fondamentali per affermare ruolo e funzioni della cultura e delle espressività individuali che si creano, e rappresentano quella volontà di esplorare e cercare risposte a partire da proprie esperienze e modi di leggere la realtà. Opera che ci accomuna – aggiunge soddisfatto- a questa sfida educativa che il nostro Tempo ci pone come discriminante per ricreare sensibilità, umanità e capacità di cui, anche come Amministratori, sentiamo l’urgenza, certi che questi percorsi concorrono alla crescita del bene comune, ultimamente insinuato da quel relativismo che prova ad ammorbare tutto cercando anche di soffocare la libertà di avere domande: quelle che pure le attività culturali, con i veri protagonisti dell’attività artistica, cercano di stimolare.”