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    Cosenza: diritti civili, no ad abolizione province

    Il leader del Movimento Diritti Civili e consigliere-capogruppo provinciale , Franco Corbelli, preannuncia che domani, mercoledi’, nella conferenza dei capigruppo, chiedera’ che anche la Provincia di Cosenza il 30 gennaio prossimo convochi un Consiglio provinciale straordinario per dire no all’abolizione delle Province. La Provincia di Cosenza, a differenza delle altre Province calabresi, e’ l’unica a non aver ancora deciso se aderire alla iniziativa congiunta dell’Upi di fine mese. Corbelli lancia, quindi, una provocazione: ”Se si vogliono ridurre i costi della politica, cancellare gli Enti inutili si inizi ed eliminare gli sprechi si inizi tagliando del 50% il numero dei parlamentari, portandoli dagli attuali 1000 (circa) a non piu’ di cinquecento, numero piu’ che sufficiente e, ancora, di gran lunga superiore ai Parlamenti di quasi tutti gli altri Paesi. ”Sono pronto a votare per l’abolizione delle Province – dice Corbelli – se prima viene tagliato il Parlamento degli sprechi e dei privilegi, dei tanti (troppi) deputati e senatori inutili e fantasma. Quegli stessi partiti che chiedono l’abolizione delle Province sono gli stessi che costituiscono, con i loro rappresentanti, un Parlamento di 1000 nominati (tra deputati e senatori) ognuno dei quali percepisce in un solo mese quasi il doppio della intera indennita’ complessiva di un anno di un consigliere provinciale, che a differenza dei ”prescelti romani”, che nella stragrande maggioranza dei casi fanno solo i turisti a Roma, lavora invece ogni giorno nelle Commissioni consiliari per la risoluzione dei problemi del suo territorio e del collegio che lo ha eletto. Se c’e’ un Ente, nella fattispecie Istituzione, inutile da tagliare il primo in assoluto e’ il Parlamento. Si inizi dunque da li’ se si vuole essere credibili e coerenti e si continui pure dopo con le Province. Ma chiedere solo l’abolizione delle Province e’ pura demagogia. Le Province, al pari di tutte le altre Amministrazioni, vanno giudicate per il loro operato e i risultati che producono non abolite a prescindere. Ci sono Province che operano bene e altre no. Ci sono soprattutto Province inutili, create solo per accontentare qualche partito o boss politico locale, e territori che aspirano invece a diventare Province che hanno tutti i requisiti e che non vengono istituite perche’ pagano lo scarso peso politico dei loro parlamentari, questo clima di caccia alle streghe, demonizzazioni e campagna strumentale in atto contro gli Enti provinciali. Un’ultima considerazione: come voteranno i consiglieri provinciali di quei partiti schierati per l’abolizione delle Province? Sara’ interessante e significativo verificarlo in Consiglio”.