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    Amantea: inchiesta “Nepetia” dietro scioglimento

    Lo scioglimento del consiglio comunale di Amantea, nel cosentino, deciso oggi dal Consiglio dei ministri per presunti condizionamenti della criminalita’ organizzata, chiude il cerchio aperto lo scorso 21 gennaio quando nel Municipio della cittadina tirrenica s’e’ insediata la commissione di accesso agli atti per verificare proprio eventuali condizionamenti o infiltrazioni della criminalita’ organizzata. Del gruppo ispettivo hanno fatto parte il vice prefetto Carlo Ponte, il comandante del Reparto investigativo del Comando provinciale dei Carabinieri tenente colonnello Demetrio Buscia, il comandante della Compagnia della Guardia di finanza capitano Alberto De Ventura, il segretario generale dell’Autorita’ di bacino regionale della Calabria Giovanni Ricca, il responsabile “Gare e contratti” dell’ufficio legale del Compartimento Ana della Calabria Massimo Siano. L’entrata nel Municipio tirrenico della Commissione di accesso giunse esattamente un mese dopo l’operazione antimafia “Nepetia” con la quale lo scorso 20 dicembre la Dda di Catanzaro ha sgominato la presunta cosca capeggiata da Tommaso Gentile, accusata di controllare con metodi criminali tutte le attivita’ economiche del Basso Tirreno cosentino, e d’avere messo le mani anche sul Comune di Amante. Nel blitz guardia di finanza e carabinieri hanno arrestato 39 persone, tra cui l’assessore comunale Tommaso Signorelli, ritenuto un referente della cosca. Tra gli indagati pure il consigliere regionale dell’Udeur Franco La Rupa, in passato sindaco di Amantea. (AGI)