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    Vertenza Corap, i sindacati: “Chiarezza sulla liquidazione coatta amministrativa di un ente in agonia”

    Riceviamo e pubblichiamo – Ancora oggi bisogna prendere atto _ anche e purtroppo da notizie apparse su alcune
    testate giornalistiche_ dell’estremo stato di incomprensibilità di una vicenda che oramai
    si porta avanti da circa tre anni.

    E’ quindi indispensabile, a parere di queste OO.SS., porre
    chiarezza sulla vicenda di un Ente strumentale della Regione Calabria, il CoRAP, nato
    per dare sviluppo alle attività produttive, che da tempo si trova in un palese, irreparabile
    e conclamato stato di criticità. Stato di criticità oramai tale da non poter garantire la
    sostenibilità e lo svolgimento delle funzioni allo stesso assegnate non potendo, inoltre,
    fare fronte all’ingente massa di debiti liquidi ed esigibili accumulati nei confronti di terzi
    e probabilmente in crescita _ si tratta di una somma di oltre 50 milioni di euro dovuta solo
    per le istanze accolte ed inserite nello stato passivo dal precedente Commissario
    Liquidatore a cui andranno aggiunti tutti gli altri debiti sino ad oggi accumulati _ .
    Il Consorzio è stato sottoposto a liquidazione coatta amministrativa, a causa del predetto
    stato di criticità con DGR n. 610 del 20/12/2019 e le vicende che ne hanno determinato
    l’annullamento e la successiva riconferma per ben due volte, ultima quella di cui alla
    DGR n. 487 del 12/11/2021, non è stata certamente dovuta ad un improvviso stato di
    ripresa del Consorzio o di questa fantomatica possibilità _ come in alcune occasioni è
    stato palesato _ ma bensì per i seguenti motivi: la prima volta, annullando il DGR n. 610
    del 20/12/2019, a causa della sentenza della Corte Costituzionale che ha segnalato
    comunque la carenza dell’assetto normativo idoneo per consentire la risoluzione della
    crisi anche agli enti strumentali vigilati dalle Regioni quale appunto il CoRAP; la seconda
    volta _ risolto il problema dell’assetto normativo con l’introduzione da parte del
    legislatore del comma 5bis all’art. 15 della Legge n. 111/2011 _ per ordinanza del TAR
    Calabria che ha sospeso il DGR 411 del 25/09/2021, a seguito del ricorso opposto dal
    Commissario straordinario del CoRAP.
    E’ chiaro ed inconfutabile, quindi, che la reiterazione della disposizione della
    liquidazione coatta amministrativa è stata causata solo ed esclusivamente da problemi
    legati alla carenza normativa _ successivamente sanata dal Legislatore _ e da interessi
    di parte a seguito del Ricorso del Commissario straordinario. Non vi è quindi alcun dubbio
    del permanere, in tutto questo tempo e senza soluzione di continuità, dello stato di
    criticità tale da non poter garantire la sostenibilità e l’assolvimento delle funzioni
    indispensabili assegnate all’Ente e fare fronte all’ingente massa di debiti liquidi ed
    esigibili accumulati nei confronti di terzi.
    Certa è l’importanza che un Ente come il CoRAP riveste per lo sviluppo delle attività
    produttive in Calabria, come certo è il patrimonio infrastrutturale e di aree destinate a
    tali attività che detiene il Consorzio. Ma è altrettanto indiscutibile che tale importanza e
    tali potenzialità debbano essere gestite e finalizzate a tale scopo, mettendo in atto tutte
    quelle funzioni che la Legge Regionale n. 38/2001 consente al Consorzio e che richiede
    Calabria Calabria Calabria
    un impegno strutturale in termine di gestione e manutenzione delle aree e di
    proposizione di interventi per lo sviluppo di attività produttive non più attuabile. Impegno
    che oramai da diversi anni non viene messo in atto e che oggi richiederebbe consistenti
    e non possedute disponibilità finanziarie.
    Tale situazione viene confermata dall’attività fino ad ora svolta dall’Amministrazione del
    CoRAP che ha prodotto bilanci trasmessi alla Regione incapaci di coprire le perdite
    subite che hanno azzerato il capitale sociale e le riserve disponibili, e da cui si evince, in
    definitiva, che l’Ente non è in grado di perseguire utilmente le finalità di istituto, così come
    asserito dalla Regione. Per non dire del Piano Industriale del CoRAP, trasmesso alla
    Regione, su cui sono state rilevate importanti criticità e carenze che non lo rendono
    attuabile e sostenibile. Attività attuale dell’Ente _ nato si ribadisce per promuovere lo
    sviluppo delle attività produttive _ che sembrerebbe più di “agenzia di compravendita
    immobiliare” (terreni ecc.) fine a se stessa, che si immagina ipotesi di rinascita di un Ente
    affogato dai debiti, ma che poco o niente ha proposto per lo sviluppo delle attività
    produttive. Senza dimenticarsi delle mensilità arretrate dei dipendenti, alle spese per il
    mantenimento degli impianti ed alla manutenzione delle aree industriali, ai debiti ed i
    conseguenti atti di pignoramento che hanno causato il blocco dei conti bancari e dei
    crediti oltre che del DURC. Chiarendo, inoltre, che l’attuale disponibilità finanziaria, non
    deriva da una improvvisa rinascita dell’Ente, ma bensì dall’effetto della procedura di
    liquidazione coatta amministrativa che di fatto ha bloccato tutti i pignoramenti in atto e
    sbloccato le disponibilità finanziare bancarie.
    Per quanto riguarda il problema degli impianti di depurazione consortili occorre
    precisare che la L.R. 38/2001, all’art. 12, c. 1 , lett. s) stabilisce “ 1. I Consorzi di sviluppo
    industriali [oggi CoRAP] nell’ambito dei territori dei comuni consorziati in cui operano,
    provvedono in particolare [….] s) alla prosecuzione della gestione in atto degli impianti
    di acquedotto, fognatura e depurazione fino al momento del loro trasferimento al
    gestore del servizio idrico integrato ai sensi della legge regionale 3 ottobre 1997, n. 10;”,
    ciò a ribadire che tali infrastrutture non possono di fatto essere considerate quali utili e
    funzionali alla “rinascita” dell’Ente, ma viceversa, come previsto per Legge e nel tempo
    ribadito dalla stessa Regione dovranno confluire nella AIC (Autorità Idrica Calabria),
    essendo ciò di rilevanza in termini economici, finanziari e di ricaduta anche per
    l’attuazione del PNRR e questo presumibilmente fin dalla fine del mese di giugno 2022.
    Pertanto appare del tutto fuori luogo e insensato inserire tale attività quale portatrice di
    utile per il Consorzio, promuovere bandi per l’assegnazione della gestione degli impianti,
    pensare anche lontanamente alla gestione diretta consortile.
    Inoltre, come si può anche lontanamente pensare che Il Consorzio in tale precaria ed
    indefinita situazione possa gestire le ZES (Zona Economica Speciale) senza la possibilità
    di poter definire ambiti temporali certi e cronoprogrammi di attuazione. Attività che può
    diversamente e fattivamente essere affidata ad altro Ente strumentale Regionale su cui
    far confluire attività e personale dell’attuale CoRAP.
    Per tutto ciò, bene ha fatto la Regione Calabria a sancire la liquidazione coatta
    amministrativa di un Ente in agonia come il CoRAP, individuando con solerzia il
    Commissario liquidatore a cui sono stati assegnati compiti e indirizzi ben precisi di
    LIQUIDAZIONE DELL’ENTE. Liquidazione che sancisce senza ombra di dubbio la
    riallocazione del personale e delle funzioni in altri enti. Lavoratori oramai stremati e
    confusi che chiedono chiarezza da parte della Regione in merito al loro futuro lavorativo
    e che da tempo vivono nell’insicurezza della retribuzione dello stipendio (basti pensare
    agli stipendi di diverse mensilità ancora dovuti dal 2019).
    Queste OO.SS. non possono tollerare l’incertezza generata da una ipotetica ripresa del
    CoRAP, ipotizzata dall’attuale Amministrazione, fondata su bilanci insufficienti, piani
    industriali inadeguati e potenzialità inesistenti, quasi a sconfinare dai compiti assegnati
    dalla Regione Calabria. Amministrazione, questa attuale, già in possesso del lavoro di
    ricognizione patrimoniale eseguita dalle precedenti amministrazioni in liquidazione
    coatta amministrativa che sicuramente _ anche se oggetto di aggiornamento _ dà una
    cognizione della situazione patrimoniale dell’Ente.
    Calabria Calabria Calabria
    Giova invece rammentare le professionalità e competenze presenti nel CoRAP, più volte
    elogiate dalle Istituzioni, riconoscimento incontestabile, che rischia di perdersi se non si
    procede con la loro riallocazione assieme alle funzioni consortili. Patrimonio fatto di risorse
    umane che meritano di essere valorizzate e che con dedizione e spirito di abnegazione
    ancora oggi svolge le proprie attività istituzionali.
    Inoltre aggiungiamo, onde evitare confusione ed ulteriori problemi ai dipendenti ed alle
    funzioni, qualora l’Ente intermedio ritenga opportuno costituire un nuovo
    soggetto/agenzia è indispensabile che lo stesso sia a capitale pubblico, gli Industriali
    possono essere coinvolti nella governance dello stesso anche statutariamente. Tutto ciò
    onde evitare le stesse problematiche che oggi riempiono le pagine dei giornali con le
    vicende Sorical e Sacal e consentire in tutta tranquillità di intercettare ed operare al
    nuovo Ente sui fondi Comunitari e di altro tipo in tutta tranquillità.
    Le OO.SS. ancora una volta assieme ai lavoratori, ribadiscono con forza:
    • l’attuazione senza altra perdita di tempo della liquidazione coatta amministrativa intesa
    come unica e sola soluzione alla vertenza CoRAP;
    • la riallocazione di attività e personale dipendente in altri enti come previsto anche in
    applicazione dell’art. 15 comma 1 del DL 98/2011 e s.m.i.;
    • il rifiuto netto delle opzioni prospettate della ipotetica infondata ripresa del Consorzio;
    • il rispetto delle norme di legge e delle disposizioni attinenti la liquidazione coatta
    amministrativa;
    • lo sviluppo ed il rilancio delle attività produttive attraverso un nuovo percorso fondato
    sul recupero del patrimonio professionale e infrastrutturale esistente, sulla reale
    fattibilità e condivisione di programmi ed intenti, all’interno di nuove e sane istituzioni.
    Non vi è più tempo per pretestuosi ritardi da parte dell’attuale Amministrazione
    commissariale per l’attuazione delle disposizioni contenute nella sancita Liquidazione
    Coatta Amministrativa, è arrivato il momento che la Regione intervenga a mettere
    chiarezza sulla vicenda CoRAP, dando tranquillità ai lavoratori, porre fine all’annosa
    vertenza e rilanciare con forza e concretezza il settore produttivo della Regione Calabria.

    I Segretari Generali
    FP CGIL Calabria CISL FP Calabria UIL FPL Calabria
    A. Baldari* L. Giordano* E. Bartoletti*