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    Bevacqua: I soldi per l’emergenza Covid in Calabria c’erano e non sono stati usati. Vergona non per Spirli ma per l’intero centro destra

    “175 milioni lasciati a dormire o che non si sa che fine abbiano fatto. Oggi è stato pubblicato dalla Regione il documento di sintesi delle attività svolte da luglio 2020 a marzo 2021 per fronteggiare l’emergenza Covid in Calabria. Leggendolo, si ricava che c’erano a disposizione 175 milioni di euro, immediatamente utilizzabili grazie alla flessibilità concessa dall’Unione Europea fin da marzo del 2020. In concreto, che cosa è stato fatto? Niente. Il documento è pieno di belle parole che sono rimaste tali”. È quanto dichiara il capogruppo PD in Consiglio regionale, Mimmo Bevacqua, che aggiunge: “Di attività effettivamente svolte, non c’è traccia. Tutto è allo stato di programmazione ma, nel frattempo, è passato un anno e la situazione è rimasta uguale a sé stessa. Il documento presenta con dovizia di particolari le direzioni principali da seguire: affrontare l’emergenza, potenziare l’assistenza domiciliare, nonché le reti cliniche e i presidi territoriali integrati. Quando, però, si passa alle azioni realmente eseguite, emerge il nulla. Intanto, le persone muoiono nelle ambulanze, davanti all’ospedale, nella vana attesa di un posto letto”. “La responsabilità dell’attuale Giunta, fra l’altro – prosegue Bevacqua – è evidenziata con chiarezza dal medesimo documento, laddove si legge, nero su bianco, che l’impegno del Dipartimento Salute «è stato portato avanti nonostante l’assenza di strutture amministrative dedicate alla programmazione delle attività e degli obiettivi specifici». Cioè, ci si dice in faccia, senza un minimo di vergogna, che non si è mai provveduto a mettere in piedi le strutture per utilizzare quei 175 milioni. Questi signori del centrodestra sono gli stessi che si presenteranno a ottobre dicendo che è stata tutta colpa di Spirlì”.