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    CGIL Calabria: “Gravi i ritardi sul piano vaccinazione. Intervengano Governo centrale e Ministero della Salute”

    Le problematiche e i gravi ritardi di Governo, programmazione e operatività della sanità calabrese erano ben note, ma non immaginavamo che in una fase così drammatica e di emergenza dettata dalla attuale pandemia si potesse tergiversare sulle necessarie misure di prevenzione per fronteggiare il contagio da Covid19 e le sue varianti, a partire dalla vaccinazione della popolazione.

    Le prime indicazioni, comunque in ritardo, del Piano per la vaccinazione risultano oltremodo carenti, sembrano solo  una cronologia di intenti e non  precise direttive regionali per fare scaturire una conseguente operatività da produrre nei territori in maniera omogenea.

    Si denota, come sempre, il deficit programmatorio ed organizzativo, a partire dal Dipartimento Regionale della Tutela alla salute  e dall’incongruente ruolo del Commissario ad Acta che, anche in questa vicenda, risulta oltremodo isolato ed anzi abbandonato rispetto allo svolgimento delle speciali funzioni alle quali dovrebbe ottemperare, senza alcun sostegno da parte del Governo centrale che ad oggi non gli ha garantito, con la relativa nomina, il contributo  dei previsti Sub-Commissari.

    Così come il Governo Regionale è risultato incapace a garantire una adeguata dotazione organizzativa oltre che al competente Dipartimento Regionale, anche per le unità operative necessarie   al supporto dello stesso Commissario ad acta.

    A tutto ciò si aggiungono le vicende giudiziarie che hanno portato alla sospensione, dai pubblici uffici, del Responsabile per l’Emergenza Covid, e nonostante nelle ultime ore si sia provveduto ad individuare il sostituto, rimane una ulteriore negatività del sistema, che si è  aggiunta   alla complessiva carenza organizzativa-strutturale confermando una inconsistenza rispetto alla riorganizzazione  in grado di dare risposte  al diritto alla salute dei cittadini.

    Tale quadro risulta   aggravato dalla fase dell’emergenza sanitaria  con le evidenti difficoltà operativa riferita anche da una carente tracciabilità dei flussi di contagio e con la mancata messa in campo   di una  concreta  pianificazione, informazione ed operatività sull’intera partita  della Vaccinazione, con chiare e gravi responsabilità che continueremo  a denunciare.

    In tale situazione i ritardi preoccupano, in considerazione che ,ad oggi, si consumano incertezze sia sulle effettiva situazione del contagio che sulle modalità ed esecuzione  dell’attività vaccinale, che stanno disorientando  anziani,  disabili, soggetti fragili per patologia e per finire anche gli addetti ai servizi pubblici essenziali.

    L’attività della vaccinazione avrebbe dovuto  essere un banco di prova per  il rinnovamento  ed il miglioramento del sistema, invece ha fatto registrare le consuete carenze, l’incapacità ad esprimere cambiamenti a partire dalla dette attività di informazione e operatività che avrebbero dovuto essere contraddistinte da  un’azione uniforme su tutto il territorio regionale, in grado di contenere contagio, vittime ed esaltare il ruolo delle Aziende Sanitarie Provinciali, dei rispettivi Dipartimenti Prevenzione e far decollare la medicina del territorio, sempre più necessaria e non a caso destinataria di una parte importante delle risorse straordinarie comunitarie, proprio  per favorire  una ormai  irrinunciabile medicina di prossimità.

    Per tutto ciò rivendichiamo, ancora una volta, un Piano straordinario delle assunzioni di personale senza il quale difficilmente si potranno cambiare le sorti della sanità calabrese e per dare gambe anche agli atti che in se potrebbero rappresentare elementi di positività nel panorama sanitario regionale.

    In tal senso l’accordo raggiunto dalla Regione congiuntamente al Commissario ad Acta con i Medici di Medicina Generale,  rimane solo un documento di intenzioni, che rischia di non produrre effetti benefici per l’attività vaccinale, a partire da quella in favore della popolazione anziana,  se non seguito da indirizzi, direttive e ruolo  delle A.S.P.,  sull’effettivo coinvolgimento nelle attività dei Medici di M.G. che per la maggior parte avranno difficoltà a prestare tale attività presso i propri studi e quindi avranno necessità di poter contare sulla istituzione di Centri Vaccinali dove tale opera dovrà svolgersi, a partire dalla  redazione del quadro   anamnestico, alla inoculazione e alla farmaco-sorveglianza, fasi che richiederanno unità operative di supporto e prima ancora la definizione di un rapporto di proficua collaborazione tra il Medico di M.G., i Distretti e i Dipartimenti di Prevenzione.

    Infine necessita  velocizzare e allo stesso tempo rendere sicura  la campagna di vaccinazione, colmando il deficit che al momento vede la nostra Regione al penultimo posto per dosi somministrate, invocando anche interventi sostitutivi e straordinari da parte del Ministero alla salute e del governo centrale, anche al fine di assicurare l’arrivo in Calabria, già in questa fase, delle dosi di vaccino quanto meno pari alla popolazione  a rischio, a partire  dagli anziani, ricordando  comunque che essendo  il diritto alla salute universale, risulterebbe necessario impegnarsi ad ottenere forniture sufficienti per garantire la possibilità della  vaccinazione di tutti i calabresi e quest’ultima sarebbe cosa buona e giusta.

     

    Segreteria CGIL Calabria