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    Palazzo Madama Senato

    Il Decreto Calabria è legge, Senato approva la fiducia

    Il Senato ha approvato la fiducia posta dal governo sul decreto Calabria, nel testo già licenziato dalla Camera. Il decreto è dunque legge. 149 i “sì”, 117 i “no” e un astenuto. Il ministro Federico D’Incà, questa mattina, ha posto a nome del governo la fiducia su decreto legge con le norme che dettano le funzioni del Commissario alla sanità della Calabria. In aula sono iniziate subito le dichiarazioni di voto sulla fiducia.

    “Non posso che sentirmi mortificato e deluso da un Governo che, di fatto, sembra aver dimenticato e abbandonato la Calabria. Una Calabria considerata sempre di più Cenerentola di Italia”. E’ quanto afferma il senatore di Italia Viva, Ernesto Magorno. “Con un mio emendamento al Decreto Calabria – aggiunge il sindaco di Diamante – proponevo di istituire, all’interno della struttura commissariale della sanità un organo formato dai sindaci, con poteri di controllo e di proposta. Purtroppo, questa norma è stata inopinatamente stralciata e ciò dovrebbe preoccupare l’intera delegazione dei senatori calabresi, quantomeno di coloro che appartengono al centrosinistra e alla maggioranza di Governo.

    Questo Decreto doveva esaltare il ruolo dei sindaci, invece li umilia e contemporaneamente li manda in prima linea a mani nude. Con questo Decreto si vuole governare per sempre la Calabria attraverso la sanità. Di fatto si stabilisce un principio che anche la moderna civiltà giuridica avanzata aborre. Il “fine pena mai”. Il “fine commissariamento” per la Calabria mai. Ed io, che sono cresciuto alla scuola di quella politica che parte dal basso, fatta con dignità, coerenza e trasparenza, in una piccola sezione di partito come in piazza, per il popolo e con il popolo – conclude Magorno – dico no”.

    “La Calabria ha bisogno di normalità il che significa trovare un ospedale vicino casa aperto, non chiuso, come purtroppo si vede in molte parti d’Italia e soprattutto in Calabria; significa trovare un medico vicino; significa trovare qualcuno che ti ascolta. I calabresi hanno bisogno di questa normalità, che tutti auspichiamo”. Lo ha detto in un passaggio del suo intervento, nell’Aula del Senato, il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri. “Il provvedimento che ci apprestiamo a votare oggi rappresenta il mezzo verso questa normalità che ognuno di noi deve volere, perché siamo italiani, ma siamo anche tutti calabresi”, ha anche notato.

    “Trovo francamente ingiusto, per due motivi, il fatto che una persona calabrese e la sua famiglia debbano spostarsi dalla Calabria verso Napoli, Roma o Milano, perché non riescono a trovare una cura. In primo luogo, perché democrazia significa poter avere cure adeguate ovunque, anche vicino casa. In secondo luogo, è un’ingiustizia anche per il personale sanitario che vive, lavora e si sacrifica in Calabria. Vi garantisco che, avendo visitato diverse strutture in Calabria, la qualità sanitaria c’è. Il provvedimento che ci apprestiamo a votare deve anche rappresentare il mezzo per dare fiducia ai calabresi per quello che hanno nel loro territorio. Non dobbiamo però illuderci – conclude Sileri – perché è evidente che, se per undici anni di commissariamento non abbiamo ancora raggiunto il risultato e abbiamo bisogno di un ulteriore provvedimento, la strada è in salita. Non si può e non si deve più sbagliare. Il provvedimento in esame è il mezzo per dare al commissario ora presente in Calabria dei mezzi in più per ottenere questo risultato”.