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    Disservizi informatici, l’Ordine degli Ingegneri di Catanzaro diffiderà la Regione Calabria

    È innegabile che ci sia una forte, fortissima esigenza di intervento da parte della Regione Calabria sulle piattaforme informatiche messe a disposizione dei professionisti. I continui e mai risolti enormi disservizi che l’ultima piattaforma varata, Calabriasue, presenta sono solamente l’ennesima conferma dell’incapacità nella digitalizzazione dei processi da parte dell’Ente regionale. Un film già visto con Sismica e CalabriaSuap.

    È dunque più che condivisibile nel merito l’onda di protesta di cui la Fondazione Architetti Catanzaro si sta facendo interprete proclamando una giornata di sciopero e manifestazione per il prossimo 18 dicembre.

    C’è però da sottolineare come, nel metodo, si renda necessario un’azione più strutturata e decisa contro l’imperizia della Regione Calabria. Risulta infatti difficile comprendere come l’astensione dal lavoro di una categoria di professionisti – dunque di privati che bloccherebbero l’attività dei propri studi senza comunque creare alcun disservizio concreto e sostanziale ad alcuno se non a sé stessi – possa rivelarsi una forma di protesta efficace a indurre l’Ente a risolvere problemi annosi.

    L’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Catanzaro, dunque, nella prossima seduta di Consiglio, ratificherà la decisione maturata nel corso di una riunione del dipartimento di  inviare una diffida legale alla Regione Calabria affinché non solo provveda in maniera definitiva e con ogni mezzo a risolvere i problemi informatici che attanagliano le piattaforme rilasciate, ma nelle more di questo fondamentale ed inevitabile aggiornamento tecnologico permetta l’invio di istanze e documenti in un formato digitale alternativo che non sia mediato da alcuna piattaforma.

    La misura è colma e ogni altra iniziativa atta a tutelare la professionalità e il lavoro degli ingegneri catanzaresi sarà presa da codesto Ordine nei confronti dell’Ente regionale qualora questo dovesse continuare a mortificarne l’attività.