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    Codacons: «I posti letto delle cliniche private siano requisiti»

    Già lo scorzo 23 marzo, a fronte dell’aggravarsi dell’emergenza sanitaria, il Codacons aveva inviato una diffida alla Regione Calabria, affinché adottasse delle misure eccezionali per incrementare i posti letto in terapia intensiva da destinare alla cura dei pazienti affetti da Covid-19.

    Con l’aumento del numero dei contagiati, negli ospedali i reparti di rianimazione sono al collasso e, a breve, non potranno più assicurare le cure per mancanza di posti letto disponibili.

    C’è una sola strada immediata per reperirne di più – sostiene il Codacons.

    Far ricorso a quelli, non pochi, che ci sono nelle cliniche private. 

    Nella prima fase della pandemia il governo varò il decreto Cura Italia nel quale era esplicitamente previsto che «le strutture private devono mettere a disposizione il personale sanitario in servizio, i locali e le proprie apparecchiature», arrivando perfino a prevedere che «la Protezione civile disponga la requisizione da soggetti pubblici o privati di presidi sanitari e medico-chirurgici e di beni mobili necessari per fronteggiare l’emergenza sanitaria».

    Per questo motivo avevamo diffidato la Regione – sostiene Francesco Di Lieto – affinché provvedesse a requisire posti letto in terapia intensiva e subintensiva presso tutte le strutture sanitarie private, da destinare alla cura dei pazienti contagiati da coronavirus.

    Nella diffida avevamo finanche indicato le strutture che dispongono, sulla carta, di reparti di terapia intensiva e subintensiva ovvero Villa del Sole Srl (Catanzaro), Scarnati Srl (Cosenza), Cascini Srl (Belvedere Marittimo), American Center Plastic Surgery Srl (Rende) e Marrelli Hospital Marrelli Healt Srl (Crotone). 

    Tuttavia la Regione ha preferito non far nulla.

    Qualcuno avrà sottovalutato o, magari, pensato che in Calabria l’unico rischio era quello di ingrassare…chissà. Ora però non c’è tempo e continuando a distinguere strutture pubbliche, che sono in grande sofferenza e strutture private, che sembrano godere di “santi in paradiso” – conclude Di Lieto – a breve avremo serie difficoltà a curarci.