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    Caso Spirlì, Dieni chiede le dimissioni del vicepresidente della Regione

    «Il vicepresidente della Regione Calabria, Nino Spirlì, non perda altro tempo: rassegni immediatamente le sue dimissioni e chieda scusa. Nel caso non intendesse farlo, ci pensi la presidente Jole Santelli a revocargli il mandato e a fare mea culpa per aver nominato nella sua giunta un uomo che non ha il senso della misura e, soprattutto, con le sue inqualificabili dichiarazioni getta discredito sulla istituzione che rappresenta».

    Ad affermarlo è la deputata del Movimento 5 Stelle Federica Dieni.

    «Spirlì, che detiene anche la delega alla Cultura (sic), in occasione di un dibattito organizzato dalla Lega a Catania, ha rivendicato il diritto di usare parole quali “negro” e “ricchione” e si è scagliato contro la presunta “lobby frocia”, composta, a suo dire, da “nazisti che cancellano le parole”. Sono espressioni – dice ancora la parlamentare – che si qualificano da sole, ma che diventano inaccettabili e sconcertanti se pronunciate da un esponente del governo regionale».

    «Purtroppo – aggiunge Dieni –, non è la prima volta che Spirlì esprime in queste volgari forme le sue controverse opinioni, a dimostrazione del fatto che il vicepresidente della Regione continua a preferire il ruolo di attore da avanspettacolo a quello di politico responsabile. Ragion per cui, a pensarci bene, forse è troppo chiedere all’esponente salviniano (che inopinatamente continua a fare sfoggio di rosari strumentalizzando, proprio come il suo capitano, la religione) di fare un passo indietro».

    «Ecco perché – conclude Dieni – è lecito aspettarsi un intervento della governatrice Santelli a tutela dell’immagine dell’istituzione che rappresenta, ma anche della Calabria e dei calabresi. Quegli stessi calabresi che, ormai da quasi un anno, insistono nel farsi una semplice domanda: “Ma che abbiamo fatto di male per meritarci Spirlì?”. Sarebbe il caso di dare una risposta, presidente Santelli».