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    Pitaro (Gruppo Misto): «Il contratto di costa proposto dalla Regione si traduca in strumento operativo per una gestione sostenibile della fascia costiera»

    «Tra le tante risorse ambientali e turistiche della Calabria spiccano le splendide spiagge sabbiose del Mar Ionio e quelle altrettanto incantevoli del versante tirrenico. Ma lo stato in cui versano le nostre coste e i nostri mari destano molta preoccupazione: l’inquinamento, l’erosione e l’abusivismo stanno incrinando l’equilibrio del nostro ricchissimo patrimonio naturalistico».

    Lo afferma il consigliere regionale Francesco Pitaro (Gruppo Misto) intervenendo sull’allarme lanciato da Legambiente – ribadito nel Rapporto Spiagge 2020 – secondo cui quasi il 50% delle coste sabbiose italiane è attualmente soggetto a erosione, un fenomeno che negli ultimi 50 anni si è mangiato 40 milioni di metri quadrati di spiagge. Commenta Pitaro: «L’analisi del disastro ambientale, paesaggistico, economico e sociale, che negli ultimi decenni ha inasprito lo stato di salute delle aree costiere di tutta la Penisola, delinea un quadro assai critico per la nostra regione. Nello studio condotto da Legambiente – che di recente ha attivato il portale dell’Osservatorio Paesaggi Costieri Italiani – si legge infatti che “i dati evidenziano un profondo dislivello tra Nord e Sud del paese, con picchi fino al 60% nelle regioni di Sicilia e Calabria”. Per una regione che vive di turismo e che, immersa nel cuore del Mediterraneo, vanta beni paesaggistici e ambientali di enorme valore, non possiamo in nessun modo permettere che il consumo incontrollato del suolo, con l’aggravante degli effetti dei cambiamenti climatici in atto, continui a offendere la bellezza dei nostri litorali. Appare evidente – sottolinea Pitaro – che bisogna agire energicamente e senza indugi per contrastare le trasformazioni del nostro territorio costiero. Per farlo, oltre che avviare politiche di adattamento al cambiamento climatico, è necessario combattere gli abusi edilizi, con annesse opere di de-cementificazione della costa, e ripristinare le zone costiere degradate». Conclude il consigliere regionale: «In questa operazione di salvaguardia dei paesaggi marini calabresi un ruolo di primo piano è affidato all’imprescindibile patto con il mondo balneare, affinché si giunga a una gestione sostenibile della fascia costiera e il manifesto di intenti verso un contratto di costa per il Parco marino della Calabria, presentato il 3 giugno dall’assessore all’Ambiente Sergio De Caprio, rappresenta uno strumento fondamentale di cooperazione tra le pubbliche amministrazioni, gli operatori balneari e le associazioni degli imprenditori di settore per tutelare e valorizzare il demanio marittimo – nel rispetto delle norme urbanistico-edilizie e paesaggistico-ambientali -, ma deve diventare realmente operativo con finanziamenti adeguati per i Comuni che aderiscono agli indirizzi di sostenibilità, e tradursi in una reale strategia che conduca alla pianificazione costiera e alla gestione integrata dello spazio marino-costiero».